Gentile redazione di Radio Bombo, vi rimetto la replica alla risposta dell’Amministratore delegato di Amet sulla proclamazione dello “stato di agitazione dei 43 dipendenti del settore elettrico” proclamato a seguito di libera votazione assembleare.
Se mai qualcuno avesse avuto dubbi sulla fondatezza della protesta sul mancato rispetto delle «relazioni industriali e sindacali», le strumentali dichiarazioni giornalistiche rese dall’A.D. di Amet li hanno completamente fugati. Infatti toni, modi, minacce di licenziamento, confusione di ruoli, filosofia del «chi non è con me è contro di me», sono il perfetto campionario di quanto da Egli posto in essere nei confronti del Sindacato, dei Suoi rappresentanti e dei lavoratori, ormai da molti mesi in balia delle Sue dichiarazioni.
Ancora una volta, come A.D., ha saputo infangare gratuitamente chi ha osato contraddirlo, alterando i fatti sulle questioni evidenziate dal Sindacato.
Comprendiamo le difficoltà a confrontarsi nel merito delle decisioni assunte unilateralmente. Egli, infatti, essendo sempre più a corto di argomentazioni in materia di “relazioni industriali”, cerca futili motivi per strumentalizzare e indurre i lavoratori contro chi li rappresenta. Tale tentativo meschino ed incosciente non sortisce alcun effetto, anzi.
Eppure, due anni fa, la Sua “avventura” in Amet era cominciata con ben altro tono, persino “mieloso”, nei confronti delle rappresentanze sindacali, soprattutto con la scrivente. Poi, alla prima contestazione sulla mancata presentazione anche di un modesto Piano industriale (atteso che vige ufficialmente ancora quello corposo del precedente Ad) ed alla mancata presentazione della Riorganizzazione aziendale (promessa e ventilata sin dal primo giorno del Suo insediamento) ad oggi non ancora partecipata, ha manifestato il più totale disprezzo per la scrivente Organizzazione sindacale e dei suoi dirigenti.
Tale comportamento è culminato nel gravissimo fatto di aver direttamente e personalmente convocato un’Assemblea dei lavoratori per imbonirli con inattendibili comunicazioni sociali (addirittura i dati di bilancio che sono stati poi comunicati alla stampa), che risultano essere parziali, inesatti e contraddittori, riguardanti le Società: Amet S.p.A. ed Amet Energia, di cui Egli è contemporaneamente Amministratore, controllore e controllato, in barba a qualsiasi regola e norma di buona Amministrazione, ricevendo un compenso aggiuntivo per altri 25.000 euro ad anno, per amministrare una Società appena nata, in fase di start up, quando ancora non se ne conosce la redditività e l’incidenza che avrà sul bilancio della società madre.
Tuttavia, l’apice dello scontro è avvenuto quando, a seguito di un’infinità di unilaterali Ordini di servizio, che hanno cambiato di fatto l’intera organizzazione aziendale, e dopo l’esternalizzazione del Servizio prevenzione e protezione, dell’attività stragiudiziale del Servizio legale esistente internamente ed affidato, “intuitu personae”, ad uno studio legale avente sede a Roma e Milano e non a Trani (noto professore della Lum ) ad un importo annuo forfettario di 25.000 euro, oltre 500 a trasferta giornaliera, nonostante in organico si manterrà il funzionario che ha le professionalità, essendo il legale dell’Azienda (altra riduzione di costo?).
Per vero, nella riunione tenutasi ha preannunziato il potenziamento del detto ufficio con l’inserimento di altri due legali per recuperare il credito. Questo porterebbe il numero dei consulenti aziendali ad un esercito di cui gran parte scelti “intuitu personae”, vedi anche quello per il software. L’A.D. ha voluto procedere anche all’esternalizzazione del “servizio integrato di gestione ed amministrazione del personale e del trattamento giuridico ed economico del personale Amet S.p.a. di Trani e della sua società partecipata Amet energia s.r.l ” e non solo della “gestione delle buste paga” come minimizzato per la stampa, destinando ad altre attività i dipendenti in servizio che hanno il “know how” ed un’ampia formazione maturata, al punto di candidarsi, in passato, alla gestione delle buste paga del Comune e delle società affiliate.
Il tutto nonostante due diverse diffide ricevute dalle diverse Organizzazioni sindacali, che chiedevano quanto nel proprio diritto per la tutela del personale.
Ad oggi la gara è stata espletata e, come da Egli anticipato, è prossima l’aggiudicazione senza che ancora vi sia alcun accordo sulla riqualificazione e ricollocazione del personale che, comunque, rimane come costo in seno ad Amet Spa e, quindi, senza produrre alcun risparmio economico.
Anche per noi risulta difficile rispondere ad una dichiarazione giornalistica contraddittoria e confusa: prima dichiara che «i sindacati hanno deciso di accordare il proprio consenso a patto che si procedesse anteriormente alla riorganizzazione aziendale», poi lo stesso continuando nella dichiarazione… afferma che «le procedure sono tuttora in corso», legittimando per tale illogicità l’azione di tutela sindacale e per dirla in termini elettrici… c’è stato forse qualche falso contatto?
A proposito di elettricità. Le manutenzioni della rete vengono sistematicamente effettuate ed hanno portato non solo ad un evidente miglioramento della qualità del servizio, quanto al riconoscimento, da parte dell’Autorità, degli incentivi premiali per circa 900.000 euro in sette anni.
A nostro avviso ciò non basta. Per scongiurare i black out per sovraccarico sono necessari mirati investimenti per potenziare la rete, invece di destinare consistenti risorse all’acquisto di software: non siamo in internet, ma gestiamo un servizio pubblico di distribuzione elettrica.
Vogliamo parlare di Amet Energia? Da quale soggetto svizzero acquista l’energia elettrica? È stata fatta una gara? Vogliamo parlare dei benefici economici ricevuti per la perequazione? Parliamo invece di ben due ingegneri progettisti: come sono stati scelti? Per conoscenza diretta? Per fare cosa? Progettare impianti fotovoltaici sopra le scuole ed immobili comunali? Ma non aveva detto all’Assemblea dei dipendenti che mettere i pannelli fotovoltaici per produrre energia non conveniva? Bastava rivolgersi ad Amet Energia, che acquista a prezzi più convenienti rispetto alla produzione. Poi ne parliamo.
Come sindacato abbiamo chiesto che vengano rispettate le procedure legali previste dalle norme nelle materie di relazioni industriali ed in particolare allorquando vi siano procedure di raffreddamento e conciliazione.
Ci meravigliamo delle frequenti amnesie del nostro A.D.? O forse dobbiamo anche noi accucciarci sotto il suo ombrello? Siamo qui non per mostrare i muscoli, ma per avere un costruttivo confronto per il bene supremo dell’Azienda, del suo Azionista (e, quindi, dei Cittadini di Trani) e degli stessi dipendenti o forse dobbiamo fare come l’A.D., pubblicizzando tutti i suoi “starnuti” ricorrendo anche alla comunicazione a pagamento?
Come Organizzazione sindacale non sposteremo il confronto sul piano personale, ma affronteremo i problemi aziendali con alto senso di responsabilità: abbiamo bisogno di certezze e risposte non demagogiche alle precise domande poste sul tavolo, durante l’incontro sindacale tenutosi nei giorni scorsi, e poste alla base delle rivendicazioni sindacali (ben otto note a tutt’oggi rimaste prive di riscontro).
Tali risposte oggi dovranno essere date solo nelle sedi competenti e non in maniera giornalistica ed equivoca.
per la Segreteria Regionale Ugl Chimici-Energia, Francesco di Toma
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p.s.: dopo l’eventuale nuova replica del presidente e Ad di Amet, Ninni De Toma, che ovviamente ospiteremmo, lo scambio epistolare fra sindacati e Cda proseguirà secondo i canali aziendali. Quest’organo d’informazione ritiene già di avere abbondantemente fatto la sua parte.
