Se il decreto legge sulla “spending review” su cui sta lavorando il governo Monti dovesse andare in porto, l’Italia vedrebbe scomparire 42 province delle 86 presenti nelle regioni a statuto ordinario. È quanto ipotizza “Il sole 24 ore” di oggi, illustrando i tagli con una tabella esplicativa a corredo.
Il criterio delle conferme, ovvero dei tagli, si fonda intorno al possesso o meno di tre requisiti: non meno di 350mila abitanti complessivi; un’estensione territoriale di almeno 3mila chilometri quadrati; almeno cinquanta comuni sul territorio.
Fra le province destinate a saltare, quindi, anche Barletta-Andria-Trani, che dei tre parametri rispetterebbe soltanto il primo. In Puglia, peraltro, sarebbe in buona compagnia con le contemporanee dipartite amministrative di Brindisi e Taranto. Paradossale il caso della Toscana, dove resterebbe in piedi la sola Firenze, mentre chiuderebbero i battenti tutti gli altri nove enti provinciali. Quasi l’esatto opposto della Lombardia, dove scomparirebbero solo Lecco e Lodi, e del Veneto, che vedrebbe cancellata la sola Rovigo.
La riduzione non si applica alle regioni a statuto speciale: si salvano, quindi, tutte le province di Sicilia, Sardegna, Trentino e Fruili. Irrilevante il discorso per la Valle d’Aoasta, che non ha altri capoluoghi a parte l’antica Augusta Praetoria, oggi Aosta.
