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Filatura, idea Corato

Sembra prendere sempre più la strada di Corato il futuro dell’ex Filatura di Trani e di quelli che erano i suoi dipendenti. Anzi, per quaranta di essi vi sarebbe subito un futuro nella raccolta differenziata in un bacino d’utenza che potrebbe andare anche oltre quella città ed estendersi alla nostra. Di sicuro, questa volta sembrerebbe esserci meno fumo e più arrosto nelle prospettive dei 130 ex lavoratori della Filatura di Trani, in favore dei quali le istituzioni ed i soggetti interessati a farsene carico sembra stiano marciando all’unisono.

Ma facciamo un passo indietro di due mesi. Lo scorso 23 aprile si era appreso ufficialmente di tre manifestazioni d’interesse per rilevare almeno una parte degli ex lavoratori della Filatura di Trani. La prima viene da un imprenditore, di Milano, che opera nel settore agro-zootecnico e propone l’assunzione di lavoratori ex Franzoni per la gestione operativa dei prodotti post sbarco a Barletta. La seconda, a cura di un commercialista di Corato, mira all’impiego della stessa manodopera in una vera e propria cooperativa multi servizi. La terza presentata da tranesi, ha in animo di utilizzare gli ex tessili in un ambizioso progetto di riconversione di una cava dismessa fra Trani e Bisceglie. In tutti e tre i casi, il numero del personale da impiegare sarebbe parziale, ma i tre progetti non sono l’uno esclusivo dell’altro e, quindi, l’interesse affinché prendano quota è a trecentosessanta gradi.

In prospettiva di questi futuri scenari, quaranta lavoratori ex Franzoni costituiranno da subito una cooperativa ad hoc, iscritta nel registro della Lega delle cooperative, per essere coinvolti in corsi di formazione, già finanziati, intorno ai temi della raccolta differenziata e del de-assemblaggio di elettrodomestici.

E questo taglio che si intende dare ai corsi fa capire che il progetto che più sta prendendo corpo, dei tre, sarebbe proprio quello che ha come riferimento la città di Corato, dove vi è già un capannone disponibile ed una chiara volontà dell’imprenditore di fare partire una sempre più radicale raccolta differenziata in quella città, non escludendo che possa successivamente estendersi anche altrove. E, perché no, in una Trani in cui la nuova amministrazione comunale intende, anche in questo caso, azzerare ogni tipo di impostazione precedente e ripartire con nuovi progetti e soggetti.

Ma altre proposte sono in cantiere, pronte per passare al vaglio che permettono di guardare con moderato ottimismo al prossimo futuro. E quella particolarmente stimolante, dopo il clamoroso flop di Trani intorno ai dieci progetti di recupero finanziati dalla Regione, riguarda la riconversione di una vecchia cava al Ponte Lama, ubicata in parte nel territorio di Trani ed in parte in quello di Bisceglie. Il progetto comprenderebbe sicuramente un teatro, ma c’è chi arriva ad ipotizzare un villaggio turistico che punti direttamente verso il mare.

Di questo, e di molto altro, si è parlato nel corso di un incontro, tenutosi in Regione mentre andiamo in stampa, convocato con l’obiettivo di compiere un ulteriore passo avanti verso la nascita della cooperativa.

Presenti tutti i sindacati, ma anche l’assessore comunale all’urbanistica, Giulio Suzzi, Trani si è detta disponibile a garantire ogni supporto istituzionale, logistico ed organizzativo per promuovere il percorso virtuoso che sembra stia nascendo.

E che potrebbe anche vedere il ritorno sulla scena dei fondi dell’accordo di programma sul Tac, che nel Salento sono stati utilizzati solo in minima parte, nella misura di 8 milioni di euro su 40 milioni totali. Adesso, da Lecce, chiedono un supporto a Trani. Ed anche qui, quindi, la partita sembra riaprirsi.


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