"A me non piace parlare su ipotesi , sul sentito dire o sull’onda emotiva. A dispetto del qualunquismo più becero e della superficialità più comoda io faccio sempre le mie considerazioni su quello che vedo, sento, tocco. Per questo ho deciso di partecipare a Firenze all’iniziativa di Matteo Renzi il quale ha riunito, non filosofi e strateghi della politica ma chi la politica la vive giorno per giorno, tra la gente, stretti tra un patto di stabilità da rispettare ed una scuola materna da ampliare.
Io non volevo sapere tanto chi fosse Matteo Renzi, per quello c’è google, ma quali idee ha, cosa vorrebbe fare per l’Italia, chi sono i suoi compagni, con quale ardore e con quale passione è animato il suo agire per il Bene Comune. Su questa iniziativa si sono sprecati commenti maliziosi, facili ironie, sentenze sommarie ma pochi si sono soffermati sull’analizzare un dato: che ci piaccio o no Matteo Renzi è riuscito a raccogliere oltre 700 amministratori locali provenienti da tutta la penisola: è l'Italia dei sindaci, consiglieri e assessori radunati non per sparlare del PD o polemizzare con Bersani, ma solo con il semplice obiettivo di guardarsi in faccia, confrontarsi ed essere positivi, raccontando le idee che si sono concretizzate nelle proprie città.
Quello che vi racconto non è un sentito dire, non è un vuoto riportare ciò che mi hanno raccontato ma è semplicemente ciò che ho visto con i miei occhi, ciò che ho sentito con le mie orecchie e ciò che ho sperimentato con la mia presenza fisica lì a Firenze. Si è parlato di raccolta differenziata, di e-government, di esempi di urbanistica a volumi zero, di progetti per integrare gli immigrati, di proposte per sostituire una settimana di ferie con una di servizio civile, di quanto serva la defiscalizzazione, di modalità per snellire la burocrazia, della necessità di rimettere in moto la macchina comunale irrigidita da clientelismi, della necessità di lottare contro l’abusivismo edilizio, dell’importanza delle energie alternative. Tra i tanti interventi, anche il nostro Fabrizio Ferrante ha preso la parola raccontando dell’inaugurazione del palazzo di Polizia Giudiziaria simbolo del riscatto nei confronti della malavita organizzata. Oltre lui, il deputato Andrea Sarubbi: “il PD pensa sempre al suo 23%- 26% ma dimentica che per vincere bisogna conquistare quel 42 % di indecisi e non si fa nulla per questo” e l’Europarlamentare Debora Serracchiani: “Bisogna scartare gli inetti tra i vecchi e suscitare nuove energie tra i giovani”
Poi è la volta del sindaco di Firenze Matteo Renzi il quale sottolinea che avere idee diverse non deve provocare insulti "nella logica cannibale che l'amico mio più vicino che dissente diventa automaticamente il mio principale nemico". Poi parla subito di primarie: "Se ci saranno primarie aperte e libere, e se uno di noi si presenterà, come credo, usciremo dalla dinamica della vecchia politica, perché non candidiamo un io ma un noi'.
Grande ovazione quando Matteo Renzi ha affermato che sarebbe giusto che chi è in parlamento da 30 anni possa fare anche un passo indietro perché non glielo ha ordinato il dottore di fare attività politica in maniera così attiva per tanto tempo".
Sono tornato a casa arricchito di entusiasmo e di conoscenza, con la consapevolezza che le cose possono veramente cambiare. La responsabilità di questo cambiamento non è dei signorotti del Parlamento ma è nostra attraverso l’esercizio di voto. Dobbiamo metterci tutti in gioco con le tre parole del Nobel Aung San Su Ki: libertà, gentilezza, onore".
Vincenzo de Simola (Uniti per Ferrante)
