Il quotidiano free press "Leggo" ha stilato una sorta di elenco delle 'ordinanze pazze' estive. Tra le tante non poteva non comparire l'ordinanza sul decoro del Palazzo di Città della nostra Trani e il quotidiano ha ricordato l'episodio della signora bloccata sulla soglia del Comune perché vestita in modo sconveniente.
"La colpa della signora - si ricorda su Leggo - è stata soltanto, dato il caldo, di indossare dei sandali e un abito con delle bretelline. Non un costume da bagno, insomma. Ma in municipio sono stati inflessibili: così non si può entrare. Respinta. Storie come questa capitano ogni estate, quando inizia la stagione delle vacanze e della frenesia cavillatoria dei sindaci i quali si ingegnano, scartabellano atti, discutono e alla fine danno libero sfogo alla fantasia, deliberando regole e divieti che dovrebbero garantire la sicurezza o, semplicemente, la tranquillità di turisti e residenti".
Tra le altre ordinanze ritroviamo quella del divieto di giocare a biliardino dalle 22 in poi da maggio a settembre a Teggiano, nel salernitano. A Capri, invece, è tolleranza zero contro i padroni che non puliscono le deiezioni dei propri cani. Sempre di decoro si parla a Capri dove c'è il divieto sull'uso degli zoccoli di legno o dei costumi da bagno in paese.
Anche Roma diede un contributo a questa classifica, con l'ordinanza, poi ritirata tra le polemiche, che vietava di rovistare nei cassonetti. Su giornali e tv furoreggiò il caso dei castelli di sabbia a Eraclea, nel veneziano. Il sindaco spiegò: «L’unico divieto riguarda i giochi molesti o dannosi per gli altri bagnanti, e fra questi anche fare le buche sulla sabbia, ma solo se possono davvero mettere in pericolo qualcuno».
Insomma, chi più ne ha più ne ordini.
