«Esprimo compiacimento per l'approvazione, in Consiglio regionale, dell'emendamento che permetterà l'istituzione di un capitolo per il trasferimento della Asl Bt a Barletta. Indirizzo il personale ringraziamento al Presidente Vendola; ai Consiglieri proponenti Caracciolo e Alfarano; ai Consiglieri Mennea e Pastore - adoperatisi con regolarità per conseguire quest' obiettivo - nonché, in generale, a tutti i rappresentanti istituzionali, del territorio e non, che hanno riconosciuto l'oggettiva opportunità del parere favorevole».
È quanto dichiara il Sindaco di Barletta, Nicola Maffei, a margine del “via libera”, da parte del Consiglio regionale pugliese, all’emendamento “Legge di assestamento e di prima variazione al Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012”, che prevede l’istituzione di un nuovo capitolo di spesa di 350 mila euro finalizzato al trasferimento della sede legale Asl Bt da Andria a Barletta.
Il Sindaco aggiunge che «la scelta, rispondendo al criterio della razionalità, implica favorevoli ricadute anche in tema di economicità, da non sottostimare in questo delicato momento per la sanità. Considero tale osservazione condivisibile ed invito a non alimentare polemiche logore e insensate».
Da Andria, tuttora silente il sindaco, Nicola Giorgino, esce invece un manifesto del comitato “Libere associazioni”. «Mentre giunge la notizia della sicura soppressione del carrozzone Bat, dopo tre anni di sprechi pubblici, ecco che l’altro grande carrozzone chiamato Regione Puglia stanzia la bella somma di 350 mila euro per umiliare ulteriormente la popolazione andriese, disponendo il trasferimento della Sede Legale della Asl da Andria a Barletta. A distanza di molte ore da questa decisione ottenuta dai sagaci politici barlettani, da Andria ancora nessun segnale, a dimostrazione di quanto questa classe politica locale sia inadeguata ed inappropriata rispetto al ruolo cui dovrebbe assurgere di difesa delle prerogative della città di Federico. Noi, invece, non ci stiamo e rigettiamo con forza l’atteggiamento passivo di tutti i politici andriesi, a tutti i livelli, nessuno escluso. Non sappiamo cosa si nasconda dietro questa passività e dietro questo accettare tutto ma di sicuro dobbiamo informare la Popolazione di stare attenta perché di questo passo oltre alla dignità ci toglieranno anche le mutande e i calzini strappati, se ce li abbiamo ancora addosso. Dopo importanti uffici come quello del Registro, dopo i vari scippi delle sedi degli Assessorati Provinciali, destinati anch’essi ad essere subito soppressi e dopo tutte le altre umiliazioni subite, oggi restiamo a guardare di fronte a questo altro gesto umiliante che porterà via da Andria la Sede Legale della ASL mentre di fronte alla soppressione della Provincia si dovrebbe rimettere tutto in discussione. Altro che destinare soldi pubblici per queste cavolate. Ora ci aspettiamo che tutti i politici andriesi, anche quelli che sono eternamente muti e dei quali non conosciamo neanche il timbro della voce, assumano una posizione pubblica decisiva affinché questo altro sopruso non si realizzi e non si mortifichi definitivamente l’intera cittadinanza andriese senza guida e allo sbando».
