Soccorso a dir poco complicato per un’ambulanza del 118 di Trani, chiamata ad intervenire la notte appena trascorsa presso il molo Sant’Antuono, alle 4, per prestare le cure del caso ad un giovane di Cerignola che aveva accusato un malore.
Il paziente stava trascorrendo la notte con amici presso il locale danzante ubicato proprio in quel luogo, subito dopo l’arco sulla destra e, forse per avere ecceduto con gli alcolici, ha perso conoscenza facendo scattare l’allarme.
L’ambulanza è giunta nei pressi del luogo del malore con tempestività, ma all’altezza dell’ingresso secondario della villa comunale ha incontrato difficoltà una dietro l’altra: macchine parcheggiate su ambedue i lati della carreggiata, auto che sopraggiungevano dalla direzione opposta e, quindi, manovra di avvicinamento al paziente pressoché impossibile.
Una volta raggiunto il giovane, prestategli le cure del caso sul luogo e successivamente condotto sul mezzo di soccorso per condurlo in ospedale, gli operatori del 118 hanno incontrato altre gravi difficoltà per lasciare il luogo del soccorso, perché nel frattempo sopraggiungevano altre auto che, a loro volta, fra mille problemi dovevano in qualche modo compiere retromarce e lasciare all’ambulanza lo spazio necessario per correre verso l’ospedale di Trani, dove il giovane è ora ricoverato.
Fortunatamente, alla luce del limitato problema fisico occorso al giovane, in questo caso si può tirare un sospiro di sollievo per come sia andata, ma quei lunghi minuti di ritardo accumulati dai soccorritori sulla tabella di marcia per prima raggiungere e poi lasciare la scena del soccorso avrebbero potuto rivelarsi fatali se il malore o infortunio che dir si voglia fosse stato più serio.
A Barletta, nei giorni scorsi, un uomo è morto in spiaggia anche e soprattutto a causa del ritardo accumulato dai soccorritori per colpa degli ostacoli trovati sulla litoranea che conduceva a quel luogo di balneazione. Solo dopo la tragedia, l’amministrazione comunale ha adottato alcuni importanti provvedimenti tesi ad alleggerire il traffico nella zona e favorire la mobilità dei mezzi di soccorso.
Trani, alla luce questa esperienza ammonitrice, sarà capace di occuparsi efficacemente del problema con idonee misure preventive?
