Quello andata in onda oggi è stata è stata la sesta trasmissione consecutiva di «Appuntamento con il sindaco di Trani», bollettino settimanale di informazione ed approfondimento sulla vita amministrativa. Questa domenica, dopo avere ospitato la settimana scorsa il vice sindaco, Peppino Di Marzio, è tornato in studio con noi il primo cittadino, Gigi Riaserbato, con il quale abbiamo aperto la chiacchierata partendo dall’imminente consiglio comunale di martedì prossimo.
Sulla presidenza del consiglio qual è lo stato dell’arte?
Non vi è ancora un accordo, domani abbiamo pre-consiglio e, al momento, abbiamo sul campo una serie di legittime pretese. Il ruolo, effettivamente, è importante e prestigioso ed è per questo che lo rivendicano sia il partito di maggioranza relativa, sia quello del consigliere più suffragato, come anche è possibile che sia assegnato all’opposizione. Perché non siamo riusciti ad arrivare ad un accordo prima? Perché predefinire dei criteri avrebbe significato ingabbiare la scelta, ma tale scelta adesso va fatta, perché serve fare sintesi.
Come fare, invece, per le scadenze dei bilanci? E non ritiene che la persistente assenza del dirigente stia diventando un problema?
Intanto il segretario generale sta coprendo a tutti gli effetti la ripartizione, i mandati si stanno firmando ed i pagamenti stanno avvenendo. Del resto, se non avessimo azzerato i dirigenti, circostanza che lo stesso segretario generale ci aveva consigliato di fare, saremmo andati incontro a ben altre critiche. Resettare, quindi, mi sembra sia stata la posizione più corretta. Intanto, venerdì scorso, abbiamo approvato il bando pubblico per la ricerca di un dirigente: attendiamo i curriculum e la scelta sarà oggettiva ed improntata sul merito. Complessivamente, sui bilanci siamo fiduciosi.
Finora Lei, da consigliere, ha fatto dell’abolizione dei preliminari una battaglia politica in favore del “question time”? Adesso che è sindaco cosa dobbiamo aspettarci?
Mi fa piacere che ve lo ricordiate. Assolutamente è così. Abbiamo perso ore ed ore in aula, ogni volta, per problemi rimasti lettera morta. Il presidente eletto recepirà questo atto di indirizzo e, credo, nell’autunno arriveremo alla necessaria modifica regolamentare.
Porto chiuso, qual è il suo primo bilancio?
Era, è e sarà il nostro primo obiettivo. Noi puntiamo a fare del porto di Trani un porto turistico: a parte gli orari di carico e scarico, lo vorremmo chiuso sempre. E adesso, al neo comandante della Capitaneria di porto di Barlretta, chiederò un appuntamento per formalizzare l’autorizzazione al Comune per l’installazione di pilomat che risolvano alla radice il problema.
Ma c’è già chi si lamenta e chiede una revisione dell’ordinanza dal lunedì al giovedì.
È vero, ma proprio adesso l’estate sta entrando nel vivo e, siamo certi, il successo arriverà per tutti. In questi giorni sto notando molta frenesia nelle richieste, ma pregherei tutti di avere pazienza, perché solo con il tempo si potrà apprezzare il successo di questo progetto.
Il porto chiuso costa, quindi quale indirizzo per l’Estate tranese?
Confermo che saremo sobri nelle spese del cartellone, ma dobbiamo anche trovare soluzioni intermedie. E’ vero che vi sono delle trattative in corso per i cantanti di cui si è parlato, ma si realizzerebbero solo se trovassimo l’ausilio di sponsor. Ed i concerti non sarebbero più di due o tre.
Schiuma nel mare, cosa pensate di fare?
Abbiamo visto le vostre immagini e ci siamo subito attivati di conseguenza presso le autorità competenti. L’ordinanza l’avevo già emanata per alcune zone, ma la preoccupazione resta. Peraltro, vi sono porzioni di litorale in cui il fenomeno della schiuma non si manifesta, e, quindi, mi metterò a disposizione anche di Goletta verde per una proficua collaborazione al fine di chiarire quest’increscioso fenomeno.
E le barche troppo vicine alla riva?
E’ vero, le ho viste anch’io e credo sia opportuno diffondere il più possibile il numero della Capitaneria di porto per immediate segnalazioni da parte dei cittadini.
Il monumento di piazza Quercia pare sempre più dimenticato: poco illuminato e sede di bivacchi. Come fare per rivalutarlo e valorizzarlo a fianco della richiesta per un francobollo?
Intanto ho immediatamente sensibilizzato l’Amet per l’illuminazione, ma ci sono dei problemi, a partire dal vincolo sulla piazza per finire al restauro del monumento. Proveremo con l’illuminazione da terra e troveremo la migliore soluzione per il restauro dell’ora, non ultima la realizzazione in cambio di sponsorizzazioni che opportunamente il vostro sito ha suggerito di praticare.
A proposito di Amet. Recentemente vi è stata una polemica serrata fra un sindacato ed il presidente. Che idea si è fatto?
All’Amet sono stato proprio nei giorni scorsi per l’approvazione di un bilancio che ha visto ridursi le perdite, ma sempre in perdita è. Non entro nel merito della polemica sindacale, ma mi limito a considerare che, in questo momento storico, su queste vicende vanno operate le opportune riflessioni. Quello che, invece, mi preme è il rilancio delle nostre aziende, e non escludo che si giunga ad una riorganizzazione strutturale totale per superare il problema della imminente fine degli affidamenti “in house”. Ritengo che Amet, Amiu e Stp siano un’unica famiglia, e sarebbe opportuna, per esempio, una centralizzazione degli acquisti. Un’unica azienda? I tempi lo richiederebbero, comprendo anche che la politica ha obiettivi di visibilità, ma dico che, se la fusione dovesse effettivamente risultare più vantaggiosa, ci penseremmo davvero.
Sul risarcimento danni ai cittadini per le cadute “Il giornale di Trani” ha dedicato nell’ultimo numero un ampio spazio: non si sta pagando un po’ troppo?
Orientativamente, dedicheremo il primo anno di amministrazione all’ordinaria manutenzione dei marciapiedi, perché non siamo al momento nelle condizioni di programmare interventi straordinari a lungo termine. In molti casi paghiamo il deterioramento di tanti luoghi a causa del tempo, delle auto e persino delle radici degli alberi. Purtroppo, però, abbiamo un volume del contenzioso imponente, a fronte del quale al momento non abbiamo al un avvocato vero e proprio in pianta organica, mentre Andria e Barletta ne hanno addirittura cinque. Fino a settembre saremo coperti da due ex stagisti, ma presto dovremo tornare ad organizzarci.
