Il consiglio comunale è stato convocato per domani, martedì 10 luglio, alle 9, con undici punti all'ordine del giorno: convalida consiglieri comunali eletti; surroga della consigliera dimissionaria Uva Rosa con il primo dei non eletti alla corrispondente lista di appartenenza, De Simone Giuseppe; surroga del consigliere dimissionario Sotero Fabrizio con il primo dei non eletti alla corrispondente lista di appartenenza, di Modugno Stefano; surroga del consigliere dimissionario, De Simone Giuseppe, con il primo dei non eletti alla corrispondente lista di appartenenza, Scagliarini Michele; giuramento del sindaco, avvocato Luigi Nicola Riserbato; comunicazione del sindaco sulla composizione della giunta comunale; discussione ed approvazione degli indirizzi generali di governo; comunicazione del presidente sulla costituzione dei gruppi consiliari; elezione del presidente e vice presidente del consiglio comunale; nomina consiglieri componenti l’ufficio di presidenza assemblea consiliare; nomina della commissione elettorale comunale.
Fino a ieri pomeriggio, quando la maggioranza ha tenuto il primo pre-consiglio dell’era Riserbato, non vi era ancora alcun accordo ma soltanto, secondo quanto dichiarato dallo stesso sindaco, «una serie di legittime pretese sul tavolo, ciascuna rispettabile e, allo stesso tempo, da vagliare e confrontare con le altre per giungere alla necessaria sintesi».
Proprio Riserbato, quale presidente del consiglio provinciale, era stato designato dallo stesso presidente Francesco Ventola in quanto tale carica fu inclusa dal principio negli accordi pre-elettorali di quella maggioranza. A Trani, invece, questo non è mai avvenuto, sia nel passato, sia nella campagna elettorale che ha portato all’elezione di Riserbato: «Perché non siamo riusciti ad arrivare ad un accordo prima? Perché predefinire dei criteri avrebbe significato ingabbiare la scelta – spiega il primo cittadino -, ma tale scelta adesso va fatta, perché serve completare subito il percorso e prepararci alle prossime, numerose e delicate scadenze che ci attendono».
Quale, allora, lo stato dell’arte? È un dato di fatto che la carica la rivendichino sia il partito di maggioranza relativa (il Pdl), sia quello del consigliere più suffragato (la lista Schittulli). Resta sempre in piedi, però, l’ipotesi che la presidenza sia assegnata all’opposizione.
Se fosse appannaggio del Pdl, resterebbe aperta la doppia chance Pasquale De Toma-Rino Savino, con il primo favorito sul secondo. Se si optasse per il movimento del presidente della Provincia di Bari, il nome potrebbe non essere quello del più suffragato, Nicola Damascelli, ma dell’altro consigliere comunale, l’ex assessore alla Polizia locale Giuseppe Paolillo. Se, invece, la carica fosse assegnata alla minoranza, la carica andrebbe al candidato sindaco uscente Fabrizio Ferrante.
La situazione pare complessa e, a quanto s’è informalmente appreso, sarebbe tuttora irrisolta. In altre parole, se, come pare, non si sia riusciti a trovare un accordo, piuttosto che ricercare ardite soluzioni in aula trincerandosi dietro il voto segreto, si rinvierà il punto quantunque le scadenze lo sconsiglino.
Nel frattempo, ad inizio seduta, Riserbato presterà il rituale giuramento davanti alla città, ai suoi eletti ed anche agli ultimi sindaci uscenti. Due sono già in aula in quanto vice sindaco (Di Marzio) e consigliere eletto (Avantario). Tarantini, invitato ieri, non potrà lasciare l’ospedale in cui presta servizio. Da verificare le eventuali disponibilità di Tamborrino e Talamo.
