È arrivata oggi a Trani la prima colonna di camion con i rifiuti provenienti dai bacini Bari 2 e Bari 4. Dopo settimane di incontri e trattative, il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha emanato l’ordinanza nella quale, dando atto che la chiusura della discarica di Giovinazzo per sei mesi apre una fase di vera e propria emergenza rifiuti, dispone il conferimento dei rifiuti destinati a quell’impianto a Trani.
Nel provvedimento si precisa che, allo stato, non vi sarebbero altre soluzioni disponibili e che, a conforto dello stesso, vi sarebbero i pareri favorevoli di tutti gli organi competenti, a dispetto della delibera con cui la giunta di Trani negava l’autorizzazione all’utilizzo della discarica cittadina.
Ma quel diniego era fondato sul fatto che, in quell’epoca, Bari si era limitata ad inviare un fax dal quale non si evinceva in alcuno modo lo stato di emergenza che,invece, adesso viene ufficialmente dichiarato. In altre parole, quel provvedimento dell’esecutivo tranese sarebbe servito almeno a stanare la Regione.
Due, in ogni caso, gli impegni che Trani è riuscita a strappare per mitigare l’impatto di questo conferimento extra di rifiuti. Il primo è che la spazzatura che arriverà dai comuni del sud barese sarà stata già trattata e biostabilizzata, con il risultato che il volume dei rifiuti giornalieri in arrivo dovrebbe più che dimezzarsi: dagli 800 preannunciati, infatti, si chiude a 330. Resta inalterato il periodo di tempo di vigenza dell’ordinanza – sei mesi – ma in questo modo sarebbe come se l’operazione durasse poco meno di tre.
In secondo luogo, per ristorare la città dell’essersi fatta carico di questa nuova emergenza, la Regione erogherà specifici finanziamenti per l’incentivazione della raccolta differenziata spinta in città, porta a porta e riciclaggio compresi. Spetterà a Comune ed Amiu, però, farsi carico della successiva organizzazione del servizio.
