Temperature torride, caldo da togliere il fiato. Anche nelle carcere pugliesi la situazione diventa rovente e sale la tensione. Temperature altissime nelle stanze dei detenuti realizzate in cemento come nelle carceri di Foggia, Taranto, Trani, Lecce, che di giorno raggiungono anche i 60-70 gradi.
“In queste condizioni è praticamente impossibile mantenere la calma e tanti sono i piccoli episodi di violenza giornaliera tra detenuti o contro il personale che in maniera seria e professionale,nonostante il caldo soffocante, evita che le cose degenerino” afferma Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sindacato di polizia penitenziaria.
“Il caldo intenso, la promiscuità, la carenza di acqua a cui si assommano proteste per i tempi lunghi della giustizia, per problemi personali fanno da detonatore per una questione ormai resa incandescente e non solo dalle temperature – afferma Pilagatti - Materia di scontri continui è la carenza di acqua che in alcuni casi è determinata dalla fatiscenza delle impianti idrici (con parecchie perdite), vecchi di decenni e mai aggiornati, chiamati peraltro a sopperire le necessità doppie di acqua rispetto a quelle per cui erano stati progettati a causa del forte sovraffollamento”
E così le carceri di Taranto, Bari, Lecce, Foggia, Trani vedono giornalmente scomparire milioni di litri di acqua. “In questo contesto così preoccupante in cui è necessaria la responsabilità di tutti – proseguono dal Sappe - appaiono quanto meno singolari le denunce di taluni sindacati che riversano le responsabilità di quanto sta accadendo sui vertici regionali dell’amministrazione penitenziaria. Infatti tutti gli interventi afferenti il sovraffollamento e lo spostamento dei detenuti, la carenza di Poliziotti Penitenziari, l’invio di fondi per mettere in sicurezza strutture fatiscenti al fine di tutelare l’incolumità dei lavoratori e dei detenuti dipendono dal DAP, dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che in un momento così delicato per il sistema penitenziario nazionale, invece di cercare di riequilibrare le presenze dei detenuti tra Regioni oppure prevedere un rinforzo degli organici della Polizia Penitenziaria ridotti sotto i livelli minimi di sicurezza per pensionamenti e motivi vari, si divertono con le più disparate invenzioni come la vigilanza dinamica oppure il patto di responsabilità con i detenuti che nei fatti, sancisce la sconfitta dello Stato che non è in grado di programmare e tenere in piedi un organizzazione penitenziaria che rispetti i diritti sanciti da leggi, per lavoratori e detenuti”.
Insomma, una situazione, quella delle carceri, che continua ad essere insostenibile, soprattutto sotto il sole di quest’estate equatoriale.
