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Trani, centro storico in difficoltà, De Simola (Upf): "L'amministrazione convochi un tavolo di concertazione"

"Temperature oltre i 40 gradi e rubinetti a secco, non solo di notte nel nostro centro storico. È questa la fotografia che si può scattare in città nei giorni in cui l’afa non dà tregua. Ma non solo. Infatti è già da alcuni mesi (segnalato più volte sulla nostra testata), se non anni, che moltissime utenze di quella zona registrano sensibili perdite di pressione idrica. Si tratta di una situazione di evidente disagio ed iniquità a cui i cittadini del Centro Storico chiedono che venga posto immediato rimedio.

Più volte riferiscono i cittadini della zona si sono rivolti all’Acquedotto Pugliese senza avere nessun risultato. Addirittura la scorsa settimana l’assenza totale di acqua ha costretto numerosi cittadini ad usufruire della fontana di Via Fra Diego Alvarez per potersi lavare. Il problema della carenza d'acqua nel borgo antico risale a quando sono state sostituite le vecchie condutture con delle nuove condutture più grandi senza che, come la ragione impone, un conseguente aumento di pressione. È necessario che l’Acquedotto Pugliese risolva definitivamente il problema per non vedere costretti donne anziane o famiglie scendere per fare rifornimento d'acqua alle fontane.

Ma quello della pressione dell’acqua non è l’unico problema della zona. Son passati diversi mesi ormai da quando sono stati installati i paletti nel centro storico rendendolo di fatto off-limits alle auto. A mio parere questa esperienza si sta rivelando sempre più una camicia di forza in quanto sta creando continui malumori tra i residenti che sono costretti a lasciare le auto distanti dalle abitazioni. Non dimentichiamo che il quartiere ha una popolazione anziana per cui per alcuni residenti potrebbe risultare faticoso raggiungere l’auto a decine e decine di metri di distanza e, nello stesso tempo, favorisce il parcheggio selvaggio al di fuori della zona pedonale. Una situazione che incide negativamente anche su quella fetta di turismo locale. Emblematica è la segnalazione di un residente, che avrebbe raccolto le lamentele di alcuni turisti, intenti a fotografare la facciata della chiesa di San Giovanni e di alcuni palazzi nobiliari, i quali a causa delle auto in sosta non avrebbero potuto immortalare al meglio le bellezze del nostro borgo antico.

Da evidenziare anche, che i paletti non hanno il lucchetto per cui la zona oltre ad essere interdetta al passaggio delle automobili, non consente neanche il passaggio sia ai mezzi dell’AMIU adibite al lavaggio delle strade sia, in caso di urgenza, ai mezzi di soccorso (Vigili del Fuoco, Ambulanze). Certamente, il motivo principale che ha spinto la passata amministrazione a prendere tale provvedimento è dovuto al fatto che il nostro centro storico fa invidia a molti ed è occasione per noi di orgoglio e vanto. Però non è neanche decoroso che un turista si aggiri in quelle strade e assista a stendini con tanto di biancheria intima stesa, tavole imbandite e sacchetti di immondizia lasciate momentaneamente fuori la porta e nel peggiore dei casi abbandonate all’angolo della strada.

Questo è l’altro lato della medaglia. Se da un lato si è voluto preservare il centro storico dalle auto, dall’altro si è data la possibilità ad alcuni residenti di sentirsi liberi di avere una casa con una grande veranda e, questo non fa di certo bene al turismo.

Fatta questa analisi, credo che sia subito necessario un nuovo piano di gestione per il centro storico prima che sia troppo tardi. Il precedente provvedimento, buono nelle intenzioni per garantire la tutela e la qualità del centro storico, va, piuttosto, adattato alle esigenze del territorio per farne un grande volano di sviluppo tra dimensione conservativa e necessità di fruibilità, vivibilità e valorizzazione.

La strada che io potrei indicare è quella che il Comune convochi un tavolo di concertazione con gli attori coinvolti sul tema da cui far emergere un' analisi dettagliata del sito, delle potenzialità e dei progetti coinvolgendo soprintendenza, la responsabile del Palazzo Beltrani, enti di promozione, Curia, Parrocchia Direttore del Castello e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, forze associative e culturali, attività commerciali e residenti. Quella parte di città, cioè, che è rimasta inascoltata.

In definitiva, la scelta politica di installare quei paletti, senza nessun’altra azione di valorizzazione del borgo antico, si potrebbe definire, almeno per il momento, una sconfitta".

Vincenzo de Simola

(Uniti per Ferrante)

 


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