C’è più di un motivo per affermare che “Il giullare”, anno dopo anno, stia facendo breccia. In fondo, come è noto, l’obiettivo del festival del «disagio che mette a disagio» è formare le coscienze affinché, tutti insieme, si superino le barriere mentali e culturali che, purtroppo, sono le più dure a cadere.
Una città può anche progressivamente abbattere tutte le barriere architettoniche e guadagnarsi anche il relativo “certificato di accessibilità”, ma, quando poi arriva un’automobilisti e pianta la sua vettura dinanzi ad un o scivolo che dovrebbe essere ad esclusivo servizio di una carrozzina, allora è chiaro che c’è ancora tanto da lavorare. Soprattutto se, come spesso capita, l’automobilista la fa franca.
Ma è anche vero che la sensibilità fra i cittadini sta aumentando, e le foto-denunce che arrivano al nostro sito lo testimoniano.
Il sindaco, Gigi Riserbato, non nasconde che questo problema esista e sia molto grave. Oggi sarà presente all’inaugurazione dell’edizione 2012 del festival, presso il centro Jobel”, non soltanto per portare il classico saluto istituzionale, ma riaffermare pubblicamente, dinanzi alla platea di via Di Vittorio, l’impegno formale che già ieri ha anticipato ai microfoni di Radio Bombo: «”Il giullare” è una manifestazione di massima importanza – dice Riserbato -, per la quale rinnovo il mio apprezzamento agli organizzatori. Sulle barriere, è vero, abbiamo fatto un passo in avanti, ma adesso dobbiamo farne un altro in direzione della repressione: chi occupa scivoli deve essere sempre sanzionato. Poi va fatta tanta prevenzione».
Quella che andrà in scena da oggi al “Jobel”, intanto, sarà un’edizione diversa ma non meno importante delle precedenti. Infatti, contrariamente alle altre, non prevede spettacoli giornalieri e neanche un vero e proprio concorso fra compagnie con attori diversamente abili provenienti da ogni parte d’Italia. Quest’anno, invece, si è pensato ad una rassegna più snella ma non meno impegnata, decisamente più vasta nell’offerta artistica e sempre molto pregna di contenuti.
Lo spettacolo inaugurale di questa sera, dopo i successi a “Domenica in” e “Zelig”, sarà «Se mi ami fammi un segno… ho finito le pile», a cura dei “Diversamente comici”, con Giuditta Cambieri e Francesco D’Amico. Altri spettacoli sono in programma domani, giovedì, sabato e domenica. Ed a presentare quest’ultimo vi sarà la “Iena” più impegnata nel sociale, Marco Berry, noto volto del programma televisivo di Mediaset.
Nel frattempo, presso la chiesa di San Domenico, in piazza Plebiscito, proseguirà fino al 21 luglio “L’occhio che ascolta”, mostra dedicata all’artista lucchese Sergio Zini, scomparso nei mesi scorsi dopo avere donato un’opera al centro “Jobel” durante l’ultima edizione de “Il giullare”.
Ieri sera, intanto, è terminato il cosiddetto “Giullare d’esportazione” a Gavoi, in provincia di Nuoro, nell’ambito del festival “Le fate matte”. A quella rassegna hanno partecipato gli ospiti del Centro diurno socio educativo e riabilitativo del “Jobel”, che hanno realizzato una performance teatrale ed una di danza.
In altre parole, “Il giullare” getta semi nel resto del Paese ed apre gli orizzonti della riflessione. E chissà se un giorno, davvero, non ci sarà più bisogno di farlo a Trani: vorrà dire che le ultime barriere saranno cadute.
