Nonostante la non facile concomitanza della festa liturgica della Madonna del Carmine, che potrebbe avere tenuto lontano dal centro Jobel una parte del pubblico, ieri sera è partito ufficialmente “Il giullare. Il disagio che mette a disagio”, a cura dell’associazione “Promozione sociale e solidarietà”.
La serata è incominciata con l’anteprima proposta dall’attore e regista teatrale, Giuseppe Francavilla, che ha presentato alcuni passaggi da “le avventure di Pinochhio” insieme con Marzo Tesoro, bambino affetto da sindrome di Down, la sorella Chiara ed un altro piccolo, Enrico Miccoli: sobrietà e delicatezza al servizio del pubblico del Jobel, che ha molto gradito.
A seguire, è stata la volta di «Se mi ami fammi un segno, ho finito le pile», del duo “Diversamente comici”, formato da Francesco D’Amico e Giuditta Cambieri. Lui sordo, lei udente, dagli inevitabili difetti di comunicazione sgorga un amore inarrestabile ed una commedia piena di ritmo, autoironia, satira, doppi sensi e qualche situazione finanche troppo esplicita.
Oggi, seconda serata del festival: in programma “Fili”, a cura della confraternita “Misericordia” di Torremaggiore. L’anteprima sarà, invece, opera degli ospiti dello stesso “Jobel”, quest’anno impegnati in una performance danzate.
Intanto, presso la chiesa di San Domenico, in piazza Plebiscito, proseguirà fino al 21 luglio “L’occhio che ascolta”, mostra dedicata all’artista lucchese Sergio Zini, scomparso nei mesi scorsi dopo avere donato un’opera al centro “Jobel” durante l’ultima edizione de “Il giullare”.
