Andrea Pensabene è pronto per il ritorno in Puglia. Non ci veniva da un bel po', dai tempi del Manfredonia targato stagione 2007/08, per la precisione. Ebbe modo in quella circostanza di visitare Trani e rimase piacevolmente incantato dal suo irresistibile fascino medievale. Che il tecnico palermitano doveva prima o poi sedere sulla panchina della Fortis, era perciò forse scritto nel destino: fatto sta che tale sorte si è rivelata solo grazie all'incessante trattativa mandata avanti nelle scorse ore dal presidente Paolo Abruzzese insieme al suo direttivo.
Da ieri è ufficialmente l'allenatore del Trani, qual è il suo stato d'animo?
Sono contento della mia scelta. Ho avuto modo di conoscere in passato questa città quando allenavo Martina e Manfredonia. L'ho sempre ammirata per la sua bellezza. C'è tutta la volontà da parte mia di fare un buon campionato. Serie D o C1, per me non fa differenza.
Perché ha sposato proprio questo progetto?
Perchè il presidente e il direttore si stanno muovendo alla ricerca di calciatori motivati che hanno voglia di correre e pedalare. Non cerchiamo gente che venga qui per svernare. Nel calcio non servono i nomi, bensì giocatori di grande determinazione e disposti al sacrificio.
C'è magari qualche calciatore in particolare che vorrebbe con sè in questa nuova avventura calcistica?
Sinceramente, non ho nessuna pretesa. Mi affido completamente al d.g Ciccarone ed al d.s Strianese. Con loro ho già avuto modo di lavorare in passato sia ad Eboli sia a Sapri, dove abbiamo conseguito dei grandi successi. Sono due persone che conoscono molto bene non solo la categoria, ma anche gli stessi giocatori.
Che Trani vedranno i tifosi?
Una squadra di carattere, una squadra pronta a reagire al primo schiaffo subito. Lo spirito battagliero deve contraddistinguerla. L'avversario dovrà essere letteralmente assaltato e faremo della corsa il nostro punto di forza. Non mi piace aspettare l'iniziativa altrui, saremo noi a fare la prima mossa durante la partita.
Quindi la corsa è la caratteristica fondamentale per il suo gioco.
Certo, perchè se vogliamo portare avanti il nostro frenetico impeto offensivo fino ed oltre il 90', dobbiamo necessariamente avere un'ottima resistenza fisica.
Crede di riuscire a reggere l'urto con una piazza esigente come quella tranese?
È normale che i tifosi siano esigenti. Tuttavia, non sono il tipo che promette mari e monti. Non l'ho mai fatto e non è nel mio stile.
fonte fortistrani.com
