Serata di pausa al centro Jobel per quanto riguarda gli spettacoli de “Il giullare. Il disagio che mette a disagio”, il festival in corso di svolgimento nelle struttura di via Di Vittorio e che pone al centro del suo interesse la diversa abilità e la sempre più difficile ricerca dell’accessibilità.
Ieri, per la seconda serata della rassegna, è andata in scena “Fili”, a cura della confraternita “Misericordia” di Torremaggiore per la regia di Elisa Santobuono. L’anteprima, invece, ha visto all’opera gli ospiti dello stesso “Jobel”, quest’anno impegnati in una performance di “movimento danza” dal titolo “Tratti emotivi”, epilogo di un progetto curato da Patrizia Biancofiore.
Le due rappresentazioni hanno avuto un denominatore comune nell’assenza della parole in favore della musica e dell’espressione piena del corpo attraverso la gestualità, il movimento ora lento, ora nevrotico, la danza in tante diverse espressioni. In entrambi i casi, una bella esaltazione delle diversità e dei vissuti di ognuno che, però, si fondevano perfettamente nel progetto collettivo.
Domani sera, giovedì 19 luglio, «Il giullare» diventa itinerante con lo spettacolo «Gaudiens», in marcia dal “Jobel” fino in piazza Plebiscito, a cura del “Convivio dei giullari” proveniente da Miane (Treviso), nell’ambito del progetto, “La piazza dei giullari”, promosso dal Centro servizi al volontariato “San Nicola”, di Bari.
Intanto, presso la chiesa di San Domenico, in piazza Plebiscito, proseguirà fino al 21 luglio “L’occhio che ascolta”, mostra dedicata all’artista lucchese Sergio Zini, scomparso nei mesi scorsi dopo avere donato un’opera al centro “Jobel” durante l’ultima edizione de “Il giullare”.
