Il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Giuseppe Maralfa, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini in merito ai lavori di ammodernamento dell’Ufficio di gabinetto del sindaco.
La vicenda parte della determinazione dirigenziale numero 79, del 6 luglio 2010, quando si disposero i lavori di ristrutturazione degli uffici di rappresentanza del Comune per una somma di poco superiore agli 80mila euro. Al comandante della polizia locale, Antonio Modugno, si contesta l’abuso d’ufficio per avere disposto, in qualità di dirigente della prima ripartizione, i lavori con procedura d’urgenza ed invitando alla gara non dieci ditte, ma sei, cinque delle quali avrebbero potuto realizzare solo in parte i lavori previsti. Pertanto, secondo l’accusa, la gara sarebbe stata in qualche modo incanalata verso l’assegnazione ad un solo, possibile aggiudicatario, che risultò essere di Trani.
Con una successiva determinazione, la numero 188 del 12 agosto, l’importo dei lavori salì a 99.900 euro e, con una nota del 18 ottobre di quello stesso anno, il dirigente attestò che i lavori si sarebbero resi necessari anche perché richiesti dal Commissariato di pubblica sicurezza per garantire la sicurezza degli amministratori pubblici i cui uffici sono ubicati in quell’ala del municipio. Tale richiesta, invece, non sarebbe agli atti e, per questo, a Modugno si contesta anche il falso ideologico.
Sulla vicenda, indagini concluse per abuso d’ufficio e falso anche nei confronti del responsabile del Centro elaborazione dati del Comune, Giuseppe Lorusso, per avere ricoperto pro tempore la carica di dirigente della stessa ripartizione nell’arco della vicenda e per avere controfirmato atti di liquidazione contabili inerenti quell’appalto e relativa fornitura.
Abuso d’ufficio e falso ipotizzati, infine, anche a carico del segretario generale, Luca Russo, il quale, sempre nelle vesti di dirigente della prima ripartizione, aveva impegnato altre spese (con due determinazioni del 2010) ed attestato, il 21 dicembre 2010, che «i lavori e le forniture erano ancora da porre in essere».
La Procura di Trani ed il Pm Maralfa indagano anche sull’appalto per la messa in sicurezza del palazzo di città, appalto da 180mila euro anche in merito al quale il comandante Modugno dovrà rispondere di abuso d’ufficio e falso. Pressoché simili le contestazioni: mancanza di urgenza; procedura di gara ristretta a meno di dieci soggetti; dichiarazioni di altri dirigenti, non riscontrabili, circa la necessità di procedere ai lavori designando lo stesso comandante ad occuparsi degli atti amministrativi e gestionali.
