Troppo degrado per non intervenire. Fra scarti della lavorazione edile e residui di potature abbandonati laddove non si dovrebbe, rifiuti vari e sterpaglia d’ogni tipo, il dirigente della quarta ripartizione, Giacomo Losapio, ha ritenuto di affidare alla cooperativa “Un amico per Trani”, per una somma di 9500 euro, i lavori per la bonifica del tratto di litorale compreso fra lungomare Mongelli e seconda spiaggia.
L’intervento si deve a «segnalazione giunta da parte dei frequentatori del lungomare Mongelli e della seconda spiaggia – si legge nella relativa determinazione -, a seguito della quale si è provveduto ad effettuare un sopralluogo urgente presso detta zona costiera, riscontrando che nel tratto compreso tra la strada ed il bordo della falesia si sono accumulati rifiuti, soprattutto di materiale edile e vegetale, riveniente da potature di alberature, oltre alla notevole crescita di piante infestanti. Pertanto – si legge ancora – riconoscendo che il problema aggrava la situazione di instabilità della falesia in quel tratto di costa, ancora privo di interventi di risanamento della litoranea (…), occorre provvedere ad intervenire con urgenza per l’eliminazione del pericolo pubblico in una zona già soggetta ad interdizione per pericolo di crollo».
Sembra di capire, se non abbiamo compreso male, che questo intervento sia considerato non di mera bonifica (in tal caso sarebbe rientrato fra quelli previsti nell’affidamento riguardante la rimozione delle sterpaglie, da 40mila euro, fra le quali ovviamente non mancano i rifiuti d’ogni tipo), bensì salvaguardia dell’incolumità collettiva per – è scritto testualmente - «pericolo pubblico e di crollo».
