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Santorsola (Sel): «Nel silenzio, l'ospedale di Trani è stato già riconvertito a poliambulatorio»

Ovviamente non è solo un riferimento climatico e qualcuno adesso dirà che “cuss”, che poi sarei io, se ne esce sempre con le frasi fatte  credendo di dire una cosa intelligente senza metterci niente di suo;  io sono invece convinto  che le frasi fatte hanno il sapore della saggezza  e della esperienza e che qualche volta, se analizzate con l’umiltà di chi l’esperienza non ce l’ha, possono aiutarci a comprendere meglio le cose che accadono intorno a noi!

La pioggia ovviamente è la benvenuta in questa estate torrida complicata dalla infestazione di blatte & C. ma certamente  meno benvenuta è la delibera 1090 della Direzione Generale  avente come oggetto la ridefinizione della dotazione organica della ASL BAT.

Questa delibera adottata in data 16/7/2012, alla vigilia delle ferie estive, sancisce in via definitiva la riorganizzazione delle strutture sanitarie  sul territorio BAT e tra queste la trasformazione dell’ospedale di Trani in un poliambulatorio polivalente arricchito da due reparti di diagnosi e cura e da  day hospitals di incerta collocazione  ed impreziosito da un Pronto Soccorso …..immutato.

Sarebbe facile dire l’avevo detto e fare il “Solone di turno”; sarebbe ancora più facile guardare cosa succede agli altri ospedali ed incominciare a rimostrare  perché questa o quella città viene immeritatamente promossa  a discapito nostro  e dare la colpa a questo o a quella amministrazione, a questo od a quel politico.

Perseverare in questo atteggiamento però sarebbe disastroso oltre che stupido.

Questa configurazione del San Nicola Pellegrino è la logica conseguenza di anni di mancata attenzione a quello che succedeva intorno a noi e ad una incauta quanto personalistica gestione della sanità pubblica; nessuna amministrazione  si è mai preoccupata di prendere sotto tutela il nostro ospedale: basta guardare la vie di accesso piene di buche e di ”parcheggi fai da te” e lo stato di abbandono del verde dedicato ai pazienti.

Se risalgo indietro nel tempo  è almeno dal 1994 che è stata dapprima ventilata, poi minacciata, poi programmata la chiusura dell’ospedale di Trani e ad ogni “step” di avanzamento  le forze politiche hanno fatto comunicati, minacce, petizioni, ricorsi legali salvo accontentarsi della promessa di rivedere, di rivalutare, di controllare i dati, di ascoltare la voce del popolo;  ed ogni volta c’era la rincorsa ad attribuirsi la paternità dello scampato pericolo.

Oggi questa ridicola pantomima è finita: in accordo con le promesse fatte il nostro ospedale non è stato chiuso, è stato solo riconvertito (!!) subendo un indecoroso “downgrading  che è peggiore della chiusura stessa considerando che, a memoria, il poliambulatorio ex INAM  nel 1975 era più ricco e funzionale!

Non sono contento di questa decisione, anzi! Mi  auguro di aver interpretato male la delibera e spero che tutte le iniziative messe in atto sino ad ora diano luogo ad un capovolgimento della situazione e che il nostro ospedale diventi il più grande ed il più bello della ASL ma, per citare un’altra frase fatta, se viviamo di speranza moriremo disperati.

In mancanza di un ospedale accogliente abbiamo bisogno di un Pronto Soccorso dignitoso, della informatizzazione della rete assistenziale, di una telemedicina, della certezza di collegamenti sicuri e veloci con le strutture vicine, della disponibilità di posti letto nelle UU.OO di destinazione, della possibilità di visite specialistiche nell’arco di 12 ore, della istituzione di laboratori specialistici (ecodoppler, ecocardiografia, ultrasonografia, TAC, RMN, ecc.), di un ambulatorio per la terapia del dolore, di un’assistenza ginecologica qualificata anche per lo studio della fertilità di coppia, della certezza di trovare specialisti esperti anche nelle ore notturne e nelle giornate festive.

Forse non avremo un ospedale ma se quelli vicini saranno adeguati a soddisfare le nostre esigenze, se la politica mette in atto ulteriori progetti,   e se la medicina territoriale sarà adeguatamente organizzata non è detto che tutto sia perso.

Prometto che questa è l’ultima volta che ne parlo ma oggi è tempo di mettere da parte tutte le divergenze professionali, politiche e campanilistiche ed incominciare a lavorare fattivamente ad un progetto salute per il territorio di Trani.

Mimmo Santorsola (capogruppo Sel Trani)


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