Otto anni fa – correva l’anno2004 - il comitato di quartiere sollevava il problema del mancato rispetto delle ordinanze sindacali. Oggi ci ritroviamo ad evidenziare come questa inadempienza si perpetri annualmente, come se fosse un evento ineluttabile, generando una sorta di assuefazione al problema.
Così non deve essere, perché l’ordinanza n°15 del 14-05-2012 recita: “Con l’approssimarsi della stagione estiva, per lo stato di abbandono in cui alcuni fondi rustici, terreni o aree di qualsiasi natura e loro pertinenze, incombe il rischio derivante da incendi di stoppie, erbe infestanti e arbusti di ogni genere; eventuali incendi potrebbero arrecare pregiudizio alla pubblica incolumità, alla viabilità, e alla proprietà pubblica e privata”.
Per questo, il sindaco “ordina ai proprietari, conduttori e o gestori a qualsiasi titolo di fondi rustici, seminativi, giardini privati, fondi e aree incolte o abbandonate, di eseguire le necessarie opere di difesa passiva di prevenzione antincendi, mediante aratura ed estirpazione delle vegetazioni, entro il termine perentorio del 15-06-2012”. E conclude affermando che “tutte le forze dell’ordine e quelle preposte sono incaricate di vigilare sull’osservanza della presente ordinanza”.
Che dire delle scarpate, dei cigli stradali, e dei siti abbandonati, nei quali, oltre alla presenza di erbacce, sterpaglie e immondizia, crescono lungo i confini alberi i cui rami pendenti invadono la carreggiata rendendo pericolosissimo il transito veicolare; o piante a crescita spontanea, che avvolgono i pali della pubblica illuminazione impedendone di fatto la diffusione della luce, la segnaletica verticale ivi allocata completamente nascosta.
Il Comitato di quartiere avanzò l’ipotesi che una possibile soluzione potesse essere rappresentata dall’anticipo della emissione ( per esempio aprile) e della scadenza (maggio) dell’ordinanza, cosi da consentire a tutti di ottemperare, evitando tra l’altro che le erbacce si trasformassero in stoppie e che le varie prolifiche nidificazioni (topi in particolare) potessero essere impedite.
Altra ipotesi potrebbe essere una ricognizione di tutti i terreni a rischio, in particolare quelli che normalmente sono soggetti ad incendi ( tra i quali non mancano aree di proprietà pubblica, che ad onor del vero, quest’anno sono state pulite, “vedi rudere asilo”), cosi da “suggerire” efficacemente ai proprietari, di porre in essere interventi opportuni, ancor prima della ormai canonica scadenza del 15 giugno. Ci duole far notare che tali azioni siano state poste in essere da altre città.
E’ scoraggiante continuare a rilevare, da anni, il verificarsi di un evento quale quello degli incendi, senza che (come la realtà dimostra) l’emissione di un ordinanza ottenga i suoi effetti. Cosi come, sembra paradossale il fatto che, pur essendoci una legge a tutela della pubblica incolumità, sia fisica che patrimoniale, la stessa non debba essere rispettata.
Difatti, anche quest’anno non sono mancati incendi nel nostro quartiere, con interventi dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine con conseguente dispendio di risorse pubbliche.
Allo scopo di non arrecare maggior pregiudizio a tale grave situazione, si chiede di porre in essere tutte le possibili azioni atte a rimuoverle.
Comitato di quartiere “Stadio” - Il presidente (dott. Vito Piazzolla)
