I veli cadono mentre la porta si apre. È il modo migliore per intendere il titolo dell’intero evento: «Ego sum ostium. Per me si quis introierit salvabitur (io sono la porta e colui che entra per mezzo mio sarà salvato)».
Sono le 20.34 del 29 luglio 2012, l’ora, il giorno e l’anno in cui Trani si riappropria di un suo pezzo di storia e, in quella porta che si apre, trova una nuova possibilità di dialogo e salvezza con Cristo.
Impossibile non emozionarsi, impossibile non considerare che ci sono ragazzi che fino a ieri hanno studiato a scuola una buona parte di storia della città senza mai vedere, da quando sono nati, la facciata della cattedrale con i suoi colori storici, con quel colpo d’occhio che solo in verde del bronzo, in contrasto con il bianco della pietra e l’azzurro del cielo e del mare, possono rendere unico e privilegiato.
E dopo l’emozione di ieri sera, questa mattina all’alba, nel visitare la porta appena inaugurata si avvertiva un senso di pace interiore. Adesso sta a noi, a tutta la comunità, apprezzare e rispettare la cattedrale come e più di prima.
Perché per arrivare a questo momento storico si sono compiuti molti sacrifici , economici ed umani, ci si è spesi con entusiasmo e fatica, si è dato tutto credendo fino in fondo in un progetto cui tutti, anche i non tranesi che vi sono stati coinvolti, si sono affezionati.
Doveroso porre in risalto il ruolo della diocesi di Trani, che ha promosso e finanziato in gran parte la fusione della replica della porta in bronzo di Barisano da Trani, degli sponsor che hanno coperto il resto dell'operazione e della fonderia che ne ha curato la realizzazione, la “Domus Dei” di Albano Laziale.
Ricca ed intensa la serata inaugurale, dai saluti preliminari di alcuni dei vertici del clero locale alla cerimonia di scoprimento e benedizione della porta, con la successiva benedizione impartita dall’arcivescovo, Mons. Giovan Battista Pichierri, fino la saluto del sindaco, Gigi Riserbato.
A completarla degnamente, il concerto dell’orchestra giovanile dell’associazione “Domenico Sarro”, di Trani, diretta dal maestro Luigi Pannarale.
