Un mare di trivelle o di sostenibilità?. È questo il tema del secondo appuntamento di Goletta Verde nella città di Trani. L’argomento è quanto mai di scottante attualità e sarà completato dai dati sulla balneabilità del mare pugliese, che saranno resi noti nella giornata di oggi a Bari.
Dal dossier redatto da Legambiente, “Trivella selvaggia“, sono emersi dati molto preoccupanti per quanto riguarda la ricerca e l’estrazione di petrolio dai nostri mari; in particolare il timore è che oltre alle 9 piattaforme presenti, nel prossimo futuro potremo vederne aggiunte altre 70, il tutto a causa delle numerosissime richieste di ispezione ed estrazione dell’oro nero.
Ciò che suscita dei dubbi è però la quantità totale del petrolio che si potrebbe ricavare: se fosse estratto tutto, fino all’ultima goccia, la quantità di petrolio verrebbe esaurita in sette settimane..questo presuppone dunque, interessi diversi, che possono ricondursi ad un arricchimento delle singole società petrolifere.
L’allarme è stato lanciato da tutti coloro che si occupano della salvaguardia dei nostri mari, in quanto l’attuale ministro Corrado Passera, alcune settimane fa ha eliminato la legge, approvata nell’estate 2010 che prevedeva il divieto della ricerca di petrolio nelle coste italiane; con questo colpo di spugna quindi, il pericolo che le piattaforme presenti in mare moltiplichino a dismisura è sempre più incombente.
Anche il presidente della Regione Bat, Francesco Ventola si è mostrano sicuro e deciso su una posizione di contrasto: “ Noi siamo depositari e non padroni dell’ambiente – afferma – ed è quindi normale che la regione intera risponda con un deciso no alle richieste di trivellazione “.
L’evento conclusivo della due giorni di Goletta Verde nella nostra città, come detto, si terrà oggi a Bari, e lì potremo sapere le condizioni reali e attuali della nostra costa. Intanto l’imbarcazione di Goletta oggi ripartirà alla volta di Termoli per continuare la sua opera di sensibilizzazione sulla custodia e tutela di una delle più grandi ricchezze della nostra società.
Giuseppe Colabella
