Di cognome fa Vino, vende cocchi e, adesso, dispensa veleni. Ieri sera, infatti, si è recato al porto con la sua bancarella per la vendita di cocchi e zucchero filato, ma si è limitato ad esporre un lenzuolo su cui accusa il sindaco di non permettergli di farlo lavorare.
Il problema in cui l’ambulante è incorso è che l’ordinanza che dispone la chiusura serale del porto vieta a chiunque di montare bancarelle lungo la stessa area portuale. Così il signor Vino, dopo che per lungo tempo aveva praticato quel commercio ambulante senza problemi, adesso è stato invitato ad allontanarsi dal porto perché abusivo. «Ma altri luoghi sono già saturi – lamenta – e non mi va neanche di piazzarmi vicino a chi già è da qualche altra parte. Io chiedo solo di portare quei miseri dieci euro a casa, senza dare fastidio ad alcuno, restando lì dove sono sempre stato».
Il luogo, per la cronaca, è quello che fronteggia il fondaco dei Longobardi. L’impressione è che la storia non finirà qui.
