Vista la rapida e speculare contrapposizione degli eventi, potremmo ribattezzarla “Calici di stalle”. È la scena che si presenta agli occhi di chi percorre via La Giudea e, avvicinandosi alla ex Scola grande, oggi museo ebraico “Sant’Anna”, vede una delle sue facciate in bianca pietra di Trani totalmente deturpata da cassonetti per la raccolta di varie tipologie di rifiuti.
Che tali contenitori siano indispensabili nessuno lo pone in dubbio, ma che debbano essere collocati proprio lì diventa un’offesa all’arte, un brutto colpo all’immagine turistica della città e, anche, della società “Eta Puglia”, che gestisce, fra gli altri, anche quel museo, l’accesso al quale avviene a pochissimi metri da questa poco edificante discarica.
A chi di dovere rimettiamo questa segnalazione per una tempestiva risoluzione del problema. Se rapidi si è stati con le cisterne d’amianto, a maggior ragione lo si dovrebbe essere con qualche contenitore in plastica.
