Il clichè è sempre lo stesso e, purtroppo, si è ripetuto anche domenica scorsa a causa dell’ennesimo incidente avvenuto sulla ex statale «378» (l’attuale provinciale «238») nel tratto Trani-Corato. L’impatto tra una Kawasaki «Z750» ed una Fiat «Panda» si trasforma subito in tragedia. Il bilancio é infatti drammatico: un morto (Giuseppe Lastella, un agente immobiliare coratino di 38 anni che era in sella alla motocicletta) e due feriti (gli anziani occupanti della «Panda»). Cosa sia successo, quale è stata la dinamica e quali le responsabilità, tutto è al vaglio dei poliziotti del commissariato di Trani.
Ma, al di là di quanto sarà accertato, la ex statale «378» si conferma una strada particolarmente pericolosa e trafficata in tutte le ore della giornata visto che congiunge grossi centri del Nord Barese. Un tratto di strada sul quale si parla da anni senza che nulla sia stato fatto per renderlo più sicuro e adeguato al traffico.
La presenza di numerosi dossi, inoltre, rende la Trani-Corato un vero «incubo» per i numerosi automobilisti che sono costretti a percorrerla. D’inverno è molto trafficata da auto e bus utilizzati da insegnanti, studenti, lavoratori pendolari che si spostano tra i due centri mentre, d’estate, è una delle provinciali più percorse tra dal popolo dei «bagnanti». Non solo.
La Provincia di Bari (proprietaria dell’arteria insieme alla Provincia si Barletta-Andria-Trani per il tratto di sua competenza), già da qualche anno ha provveduto a rifare il manto stradale della Trani-Corato ma, stranamente, nulla è stato fatto per appianare, per esempio, i dossi che, molto spesso, impediscono la piena visibilità agli automobilisti che procedono sul rettilineo in entrambi i sensi di marcia.
E, come se non bastasse, direttamente sulla pericolosa arteria si affacciano gli ingressi di numerose ville o strade interpoderali frequentate soprattutto durante il periodo estivo.
Per non parlare dei cani randagi: attraversano indisturbati la carreggiata non delimitata da recinzioni e costituiscono un vero pericolo per camionisti ed automobilisti, costretti molte volte a brusche frenate o sterzate, con il rischio anche di invadere le corsia opposta.
Certo è la «strada della morte» Trani-Corato, negli ultimi mesi ha registrato diversi incidenti e, purtroppo, tre mortali dallo scorso 31 maggio. Con altrettante tragedie familiari che nè la fredda burocrazia nè il codice della strada potranno mai «giustificare».
Gianpaolo Balsamo da «La Gazzetta del mezzogiorno» di oggi
