Nello chalet della villa comunale, recentemente, è stata ricavata una nuova finestra che rende veramente incantevole la vista del mare dall’interno di quella struttura. Peraltro, il locale è adesso piacevolmente climatizzato ed è diventato il preferito per celebrarvi i matrimoni civili. Davvero gradevole, quindi, sostarvi grazie allo scenario naturale che agli occhi, dall’interno, si spalanca.
Ma basta uscire da lì, ed affacciarsi al parapetto sottostante quella nuova finestra, per scoprire l’altra faccia di questa bella medaglia di Trani: il muraglione sta cedendo anche nella parte quasi perpendicolare alla linea del viale principale dei giardini pubblici.
Ed i cedimenti, ormai, anche in questo caso si sono trasformati in caverne nelle quali l’acqua trova facile breccia e si fa strada, portando con sé mattoni su mattoni ed indebolendo l’intera, storica balconata sul mare.
Come si ricorderà, sul lato lungo di quelle che erano le antiche mura marine di Trani, una serie di infiltrazioni in cemento armato, almeno dieci, furono compiute nel settembre 2010. Da lì a poco, tuttavia, si sarebbero aperte nuove cavità verso sinistra rispetto al fronte mare dal punto di vista del monumento ai caduti. Questo fa capire che consolidamenti in cemento si renderanno necessari anche lì e, di volta, laddove la struttura antica in terrapieno dovesse cedere.
Parrebbe giunto il momento di pensare ad un progetto complessivo di salvaguardia dello storico muraglione della villa comunale, magari verificando se sia ancora possibile usufruire dei finanziamenti del programma “Waterfront”, ai quali il Comune di Trani si era più che candidato. Infatti, nel 2010, Lera lo stesso sindaco incarica, Pinuccio Tarantini, ad informare la città che i crateri del muraglione «saranno riparati con i fondi provenienti dal programma stralcio di area vasta Bat “Vision 2020”. La città di Trani, infatti – si leggeva in quella “storica” nota -, si è assicurata il finanziamento del progetto “Waterfront” urbano, che ammonta a euro 3.846.687,00. Il progetto presentato affronta le problematiche di staticità della costa centrale, a cominciare dall’erosione del muraglione della villa comunale per finire a quella del Monastero di Colonna. Il finanziamento – spiegava il sindaco - si caratterizza per una velocità di impiego maggiore rispetto ai tradizionali fondi per piani operativi. Infatti, il crono-programma è serrato e ci consentirà di aprire i cantieri entro il 15 giugno».
Di 15 giugno ne sono passati tre, e, per la verità, sono agli albori i soli lavori presso il Monastero di Colonna. Per il muraglione della villa, invece, non si è a conoscenza se vi siano, realmente, progetti e finanziamenti.
