La notizia è stata pubblicata sul sito di Repubblica, nella sezione dedicata a Bari e "provincia". Le foto le potete visionare a questo link e a scrivere di questo evento importante per la nostra terra è il giornalista tranese Giovanni di Benedetto.
"Un'ancora in bronzo di una nave veneziana risalente ad un'epoca che va dal XV al XVIII secolo. Potrebbe essere affondata durante la navigazione oppure assalita dai pirati."
Avete letto bene, nelle acque antistanti la nostra città è stata ritrovata un'ancora che ha tutta l'aria di essere un reperto archeologico.
"Il periodo è quello delle repubbliche marinare - scrive di Benedetto - e l'imbarcazione affondata potrebbe essere una delle tante che faceva la spola tra la Serenissima ed i porti dell'Oriente, una cosiddetta galera da mercanzia."
Il reperto è stato soprannominato "àncora Papagno" prendendo il nome del sub Umberto che l'ha scoperta con la società Oceanus Orca.
Il fascicolo fotografico è tra le mani del magistrato Savasta che ha fatto interdire la zona, rimasta segreta per non ostacolare le ricerche di possibili ulteriori pezzi di imbarcazione.
"Una volta in superficie sarà restaurata, d'accordo con la Soprintendenza ai beni archeologici, potrà diventare un monumento. Alla città e ai suoi antichi fasti marinari", come scrive il giornalista di Repubblica.
E chissà che non possa punzecchiare il nostro orgoglio e trasformarsi in un "nuovo inizio".
