E' allarme per le dune pugliesi, in particolare quelle di Otranto, Polignano a Mare e Ugento, trasformate in parcheggi e invase dai rifiuti, minacciate da interventi antropici, attività commerciali e dagli stessi gestori dei lidi che a fronte dell'erosione delle spiagge cercano di ricavarsi più spazio spianando le dune sabbiose. Lo denuncia il Wwf Puglia che all'Adnkronos parla di "una grave carenza da parte delle amministrazioni locali".
"Il federalismo demaniale ha demandato ai sindaci l'onere dei controli di tipo amministrativo, quindi sono loro che devono attrezzarsi per fare i controlli, cosa che non avviene. Sono invece le Capitanerie di porto a sopperire, con grande sacrificio, alle mancanze degli amministratori", spiega Mauro Massa, vice presidente Wwf Puglia. Le ultime segnalazioni riguardano Lido Marini, località di Ugento "inserita all'interno di una zona di interesse naturalistico delimitata da una sbarra che dovrebbe impedire l'accesso alle automobili, ma le segnalazioni ricevute, con tanto di fotografie, testimoniano una realtà fatta di automobili parcheggiate sulle dune, sacchi dell'immondizia tra la vegetazione e roghi".
L'attacco alle dune è un problema che va ad aggiungersi "ad acquascooter selvaggi, abusivismo, discariche e la chiusura dell'accesso alla spiaggia da parte di privati - aggiunge - una quindicina gli accessi impediti solo tra Mola e Polignano, mentre sulla litoranea a sud di Trani sono tante le ville che impediscono l'accesso al mare con cancellate".
Una situazione generalizzata di poco rispetto dell'ordinanza balneare della Regione Puglia che regola la vita dei lidi, aggravata da "condoni e ordinanze non rispettate - aggiunge Massa - abbiamo sollecitato via fax il Comune, la Polizia municipale e la Sovrintendenza ai beni naturalistici, ma i nostri richiami cadono nel vuoto". Un vero e proprio assalto alle spiagge, con le dune sabbiose devastate dalle auto, nell’indifferenza generale. Per questo, gli ambientalisti chiedono aiuto ai cittadini e ai turisti perché segnalino i reati ambientali che riguardano le spiagge pugliesi, al numero verde 800085898.
Il problema delle dune non riguarda, però, solo la Puglia. Tra il 1985 e il 1997, secondo l'Atlante delle spiagge italiane del Cnr, i sistemi dunali italiani erano presenti su 700 km, di cui solo il 50%, cioè 350 km, allo stato naturale. Nel 2009, secondo l'Ispra-Catap in Italia restano solo 330 km di dune ancora 'selvagge'. In un secolo le dune costiere hanno perso l'80% della loro superficie iniziale: da 35-45 mila ettari a 7-9 mila. Colpa soprattutto della pressione turistica e dell'erosione costiera che ha reso le dune, insieme alle zone umide, i sistemi geomorfologici ed ecologici più minacciati d'Europa.
A rilevarlo è anche uno studio dell'Unesco che ha stimato che i tre quarti delle dune mediterranee sono state distrutte nell'ultimo secolo. In particolare le 'dune attive' (quelle in stato ambinetale ottimale) sono appena il 20% dell'intero sistema: il resto è edificato o occupato da manufatti o attività umane: dal Circeo al Cilento, dalla Puglia al Molise alla Sardegna.
