"Sto osservando con qualche brivido lungo la schiena la vicenda della chiusura di un antico e prestigioso Tribunale pugliese, quello di Lucera. Sto vedendo ai giorni nostri quello che vissero i nostri nonni, durante il Fascismo, allorquando Mussolini decise di trasferire, e a nulla valsero le proteste dei Tranesi, del loro Sindaco, di Giacinto Francia e dei Sindaci dei comuni vicini, in particolar modo quello di Corato che si chiamava Tarantini, la Corte di Appello da Trani a Bari.
Questa volta l’affare non ci riguarda ma la mera questione campanilistica non può esimerci dal considerare che, con un colpo di scure si sta “tagliando” non solo un antico Tribunale ma, conseguentemente, una Procura della Repubblica che, come ci consta dalla presentazione a Trani di un libro del suo titolare, Domenico Seccia, è stata in prima fila in questi anni nel contrastare il fenomeno della “mafia garganica”.
Abbiamo imparato, da quel libro e da quel Procuratore della Repubblica, che un fenomeno criminale sussistente a pochissimi chilometri da casa nostra, e che fino a poco tempo fa era stato scambiato per una “faida” tra pastori, consisteva realmente in una pericolosa e sanguinaria organizzazione mafiosa, propriamente definita come tale.
La logica dei “tagli” è realmente virtuosa? Eliminando un così efficace presidio di legalità si è proprio sicuri di portare beneficio alle “CASSE” dello Stato e non piuttosto il contrario? Così come la cura di qualsiasi malattia, per quanto costosa, è meno onerosa della morte di un paziente, allo stesso modo un fenomeno criminale smantellato o contrastato è più vantaggioso economicamente che un “abbandono del presidio”.
La logica dei numeri può sovrintendere a quella della vita reale? Alla carne viva degli operatori della Giustizia così come di quelli della Sanità, della Scuola , della Sicurezza etc. etc. si può opporre la logica della Ragioneria? Si può avere l’ Economia al di sopra della Politica o non dovrebbe esserci un’inversione di primazia? Ci sono delle decisioni apparentemente virtuose che in realtà finiscono col diventare più dispendiose? A questi quesiti è opportuno dare delle risposte".
Giuseppe Tarantini
