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Comune di Trani, si ritorna a parlare di «buco», non meno di cinque milioni. Di Marzio: «Non nasconderemo nulla, ma ci aspettano sacrifici»

«Ai cittadini dobbiamo dire le cose come stanno, con assoluta trasparenza» . Lo ha dichiarato Peppino Di Marzio, vice sindaco di Trani, a margine della presentazione del concerto musicale, con Marcello Cormio ed Alfondo Soldano, in programma nella cattedrale di Trani domenica prossima, 9 settembre.

L’«operazione verità», al momento solo annunciata, si riferisce allo stato delle casse comunali, un problema che sta tornando a preoccupare vivamente l’opinione pubblica ed una classe politica che, questa volta, pare decisa a non nascondere nulla.

Da un po’ di tempo si aveva la sensazione che i conti del Comune non fossero del tutto in ordine. Del resto, la mancata approvazione del conto consuntivo del 2010, la necessità di apporre correttivi a quella dell’anno precedente, la tuttora mancata convocazione di qualsivoglia consiglio comunale sul rendiconto 2011 e, a maggior ragione, sul bilancio previsionale 2012, erano parse tutte, nel complesso, una chiara spia di un evidente disagio.

Poi sarebbero arrivate le note tecniche, prima del Collegio dei revisori dei conti, poi del direttore di ragioneria uscente, a sollevare più di un dubbio circa il presunto mancato rispetto del patto di stabilità.

Adesso, però, quello che conta è che il nuovo direttore di ragioneria, Giuseppe Ninni, è al lavoro per conoscere il quadro complessivo delle finanze del Comune di Trani. E la prima impressione che ha avuto non sarebbe stata delle migliori. «Di certo non si possono affrontare ulteriori spese se non si fa il punto della situazione – spiega Di Marzio -. In un colloquio che ho avuto con il dirigente, mi diceva che la situazione è piuttosto preoccupante. Gli abbiamo dato il nostro massimo apporto e fiducia affinché faccia un punto serio della situazione perché un’amministrazione seria, che deve durare cinque anni, deve poter lavorare sulla base di conti pubblici chiari. Cosa diciamo ai cittadini? Che ci aspettano dei sacrifici. Il primo, e credo l’abbiamo fatto bene, è stato quello di dimezzare i costi dell’Estate tranese. Ma non basta: dovremo essere molto prudenti fino a quando le cose non si saranno chiarite».

Domanda secca: se il dirigente accertasse un buco di almeno cinque milioni, lo direste alla città? «Sicuramente – è la risposta di Di Marzio -. L’intento del sindaco, che tutti noi condividiamo, è essere il più possibile chiari, trasparenti e responsabili nell’esclusivo interesse della città. Dobbiamo fare comprendere ai cittadini perché dobbiamo fare dei sacrifici tutti quanti assieme. È come una famiglia: se non si arriva alla fine del mese, oppure se si fanno degli investimenti e poi non si possono pagare, alla fine la famiglia si sgretola e si rompe. L’amministrazione di una città è una grande famiglia e noi abbiamo il dovere di dire ai cittadini come stanno le cose e quali devono essere i sacrifici da sostenere per uscire da questo momento difficile».

In questo momento, peraltro, è difficile parlare di numeri. Ma la mancata smentita di Di Marzio all’ipotesi di un disavanzo di cinque milioni diventa una mezza conferma. E, secondo voci che da quel momento si sono rincorse, forse il deficit sarebbe anche più pronunciato

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