La parola ebreo compare per la prima volta nella Genesi (14, 13), per chiamare Abramo, Avraham ha – ivrì (l’ebreo). Probabilmente il futuro di ebrei e cristiani risiede nel loro passato, nella figura di Abramo padre delle tre regioni monoteistiche. Mercoledì 5 settembre a palazzo Beltrani si è svolta la conferenza “Ebrei e Cristiani; dalla rottura insanabile al dialogo nello spirito di Abramo”.
Relatori della conferenza sono stati Francesco Lucrezi, Ottavio Di Grazia, Rav Scialom Bahbout, Mons. Michele Seccia e Mons. Giovan Battista Pichierri. Inoltre era presente l’Assessore alla Cultura di Trani Salvatore Nardò, e moderatrice dell’incontro Daniela Pellegrino.
La conferenza ha aiutato a rimarcare le differenze tra le due culture, perché possano emergere punti in comune. Uno dei punti comune è il desiderio di voler ritrovare la conciliazione tra i popoli. Una riconciliazione che porta a dialogare le varie culture senza la presunzione di obbligare l’altro ad una conversione. Oggi, educare alla libertà è il rischio più grande, ma anche il compito più difficile.
Inoltre, si vorrebbe istituire il “Giorno della cacciata”, un giorno per riflettere sull’importanza della presenza ebraica.
Ottavia Digiaro
