Nel pieno del cordoglio cittadino per la scomparsa del dottor Roberto Visibelli, dal sindacato di Polizia penitenziaria Osapp giunge la proposta di intitolargli un toponimo.
Il vice segretario generale, Domenico Mastrulli, dichiarando di avere avuto modo «di conoscere ed apprezzare la sensibilità e le alte qualità morali del nostro Senatore della Repubblica, sempre vicino alle istituzioni penitenziarie ed al mondo delle divise», suggerisce «ove possibile, di attivare le procedure per l’intitolazione al compianto Senatore dell’attuale via Provinciale per Andria nei pressi della casa circondariale maschile, ovvero dell’attuale piazza Plebiscito, dove ha sede la casa di reclusione per donne».
Nell’attesa di altre, eventuali proposte, giova ricordare che il feretro del dottor Visibelli è stato ospitato ieri nella camera ardente allestita in quella sala consiliare di palazzo Palmieri che si sarebbe dovuta intitolare al compianto consigliere comunale Rino Gelso.
Gelso venne a mancare, dopo una lunga malattia, il 25 marzo 2009. Pochi giorni dopo, il 31 marzo, il consiglio comunale si riunì per approvare il Pug e, per l’occasione, Gelso fu ricordato con una breve, ma commovente cerimonia che vide proprio l’allora assessore Visibelli “omaggiare” la figlia, Ornella, con la targa dello scranno consiliare del papà (foto Luciano Zitoli).
In quel momento nacque l’impegno di intitolare la sala consiliare a Salvatore Gelso, detto Rino. Quel provvedimento, però, portato all’attenzione dell’assemblea elettiva il 30 aprile 2010 su precisa volontà del sindaco Pinuccio Tarantini, non fu più trattato. E non mancarono per questo motivo attimi di profondo imbarazzo.
Da quel momento, non si è più discusso dell’intitolazione dell’aula consiliare. E, tenendo conto del precedente, ogni proposta di intitolarla ad altre figure determinerebbe, a sua volta, non poco disagio.
