Amiu Spa ha trasmesso nei giorni scorsi al Comune di Biscegli un decreto ingiuntivo per farsi riconoscere una somma di 645mila euro per servizi resi presso la discarica comunale in un arco di tempo che va dal 2010 al 2012. Da Bisceglie è giunta la disponibilità a pagare subito una parte di quella somma, mentre la restante sarà oggetto di specifiche contestazioni.
Non ci sta, tuttavia, l’amministratore unico di Amiu, Antonello Ruggiero: «I lavoratori della discarica dell’Amiu, pur operando in difficilissime condizioni lavorative ed economiche, con regolarità e competenza smaltiscono circa 70 tonnellate al giorno di rifiuti provenienti dal solo Comune di Bisceglie. Chi dispone i pagamenti in quell’ente provi a pensare se i dipendenti della discarica dell’Amiu dovessero adempiere alle proprie mansioni lavorative con la stessa «regolarità» con la quale ci vengono saldate le fatture: ebbene, dopo solo ventiquattr’ore si ritroverebbero sommersi dai propri rifiuti. Perché si è fatto ricorso al decreto ingiuntivo? Perché il Comune di Bisceglie, tra tutti quelli che conferiscono in discarica dai bacini BA/1, BA/2 e BA/4, ha la maggiormente esposizione debitoria. E l’ultima fattura saldata risale a ben sei mesi or sono. Quanto ai rilievi formulati, ad oggi non ancora pervenuti, sembra curioso che vengano evidenziati solo dopo la notifica del nostro ricorso per decreto ingiuntivo, in quanto finora nulla ci è stato contestato. Comprendo, tuttavia, la posizione di chi è costretto a difendere l’indifendibile».
