Sul territorio nazionale da oltre trecento anni, malgrado vari riforme ed ammodernamenti, vige un modello scolastico in cui l’adulto è il protagonista attivo che insegna parlando ad alunni fermi silenziosi in ascolto passivo. Il docente “inculca” idee, l’allievo, se può, le memorizza e le ripete. Chiave di volta del sistema sono la competizione e il voto.
All’inizio del Novecento si avviò in Europa un vasto movimento, detto delle “scuole nuove”, che voleva modificare questo modello di scuola aggressivo e giudicante, rendere attivi i bambini e riconoscere le loro capacità di autocorrezione.
La proposta di Maria Montessori, medico e pedagogista, fu, fin dal 1907, una delle più avanzate in quanto affermava che ogni bambina o bambino è un essere unico, uguale a nessun altro. Ogni bambina o bambino ha una propria ricchezza interna, tutta da scoprire. Nessuno di loro è un vaso vuoto da riempire e nemmeno un legno storto da raddrizzare. Ogni individuo in crescita è fin dal primo anno di vita in grado di scegliere ciò che gli corrisponde per le sue esplorazioni e tende alla propria indipendenza (e successiva autonomia).
Una struttura Montessori si fonda su alcuni criteri base ormai sperimentati lungo tutto il Novecento e nei paesi più diversi per lingua, cultura, religione, e che sono riproposti dagli educatori specializzati all’interno dei Nidi Comunali. Così il bambino viene sempre visto in funzione attiva, fin dalla tenera età. Attraverso i sensi ha in sé capacità auto formative e auto-correttive, persino se è in condizioni fisiche o psichiche di svantaggio. L’adulto diventa una guida, un punto di riferimento in una relazione basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco.
Nel nido montessoriano l’ambiente è accogliente ed armonioso e così tutte le pareti delle sezioni ubicate nella Scuola Elementare “Cezza” e in quelle della “O. Palumbo” sono curate nei colori, nelle immagini, negli arredi. Tutto è semplice, ordinato.
Tutto è interamente a disposizione dei bambini e ben visibile, tale da consentire a ciascuno di loro di agire in prima persona, controllando il proprio operato. I bambini hanno piena libertà di scelta, di azione, tempo, postura, scelta eventuale di un compagno, ma devono seguire una serie di regole che, piccoli o grandi, tutti imparano a poco a poco ( ogni oggetto adoperato si rimette a posto, non si può mai togliere un oggetto ad un compagno, ect. ).
Il gruppo di sezione è il più possibile diversificato per sesso, etnia, religione, capacità e competenze, condizione indispensabile per favorire il rispetto delle differenze, per tollerare le attese e ridurre di per sé la competizione. Ogni azione svolta da un bambino, che gli venga proposta o che sia legata a un suo interesse/bisogno - apparecchiare la tavola o mangiare, disegnare o raccogliere le foglie del giardino, giocare con i compagni – ha lo stesso valore ed esige la stessa cura: non ci sono attività più importanti di altre.
L’obiettivo dell’offerta educativa dei nidi comunali rimane quello di educare al senso di responsabilità e al rispetto delle persone e delle cose e si fonda sul vedere ogni bambino come è e non come vorremmo che fosse. Ci fidiamo di lui, futuro cittadino tranese.
Rosa Uva (assessore ai servizi sociali)
