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Trani-Stiri: il fotodiario. Due culture che si abbracciano, due chiese che dialogano, un popolo orgoglioso

Giorno 1 - 8 settembre 2012

Complice lo scalo Bari-Roma prima della linea diretta Roma-Atena, le tre ore e mezza di viaggio e attesa restano l’ultimo momento utile per prepararsi al contatto con una cultura dalle tonalità differenti dalla nostra.

Una volta giunti all’aeroporto Internazionale di Atene, intitolato ad Eleftherios Venizelos, per raggiungere Distomo (Comune di riferimento di Stiri) è preferibile munirsi di un’autovettura ed immergersi nella jungla dei greci al volante. Due buone ore di auto, pagando una tariffa oscillante tra i 2,1 e i 2,8 euro alle ragazze dei caselli per il pedaggio autostradale per ogni tratta di 60-70 km.

I paesaggi si presentano subito diversi e meno colorati dei nostri, color “brullo” regolare senza intervalli d’alcun tipo se non nelle vicinanze del mare.

Athina, Malakasa, Livadia, la segnaletica con il doppio alfabeto (greco e latino) aiuta i forestieri ad addentrarsi nel tortuoso entroterra dell’Ellade. Giunti a Distomo la strada per Stiri è obbligata. Piccole realtà ma fortemente emblematiche per parlare di una Grecia scolpita nella storia della Politica, con la spiritualità affrescata sulle volte di un monastero, con la mente immersa in una filosofia di vita che non lascia scampo e ti cattura.

Stiri è un paese di montagna con 700 anime circa; giunti nella piazza principale dedicata (il 10 settembre 2010) al nostro santo patrono e loro concittadino, dove è stata realizzata una stele e sono state issate la bandiera greca e quella italiana, abbiamo atteso l’arrivo dei nostri contatti diretti: Dimitra, presidente dell’associazione San Nicola il Pellegrino e Johannes il fondatore della stessa associazione nonché ex sindaco.

Lì ho cominciato a realizzare la distanza tra la Grecia e l’Italia, tra Stiri e Trani, tra il monastero di Ossios Loukàs e la nostra cattedrale, una distanza che si accorcia con il passo dettato dal battito di un cuore che riposa sotto il Mar Mediterraneo. Dopo un’accoglienza calorosa, ci vengono offerti i primi dolcetti fatti in casa o dalla nuova pasticceria Artotiroenta aperta in città e Johannes ci lascia perché nella chiesa ortodossa vicina alla piazza c’è una celebrazione e lui fa parte del coro. Un piccolo paese ortodosso, orgoglioso d’aver dato i natali ad un santo della chiesa cattolica.

Riceviamo da Dimitra il programma della settimana da vivere lì e ci rimettiamo in auto per giungere al monastero. Qui incontriamo per la prima volta il Metropolita P. Giorgio, una “barba bianca” dalla grande personalità e dal carisma spiccato, oltre al nostro traduttore Panos, architetto e dirigente dell’ufficio tecnico di Distomo in pensione.

L’egumeno del Monastero, Crysantos, un giovane abate con la passione della fotografia, ci invita a prendere possesso delle nostre stanze nella foresteria. Dalle nostre finestre abbiamo apprezzato l’immensa valle in cui il giovane Pazzo per Cristo Nicola verosimilmente pascolava il gregge. Il Monastero, tra i Beni dell’Unesco, accoglie ogni giorno centinaia di visitatori.

Giunto il buio ritorniamo a Stiri, ospiti nella taverna del fratello di Johannes per parlare con quest’ultimo e con Panos di quanto sia cambiata la situazione sociopolitica in Grecia, di quanto negli stirioti sia cresciuto il senso di appartenenza ad un’idea come quella di avere un Pazzo per Cristo come concittadino e vantare un gemellaggio con una città come la nostra.

d.d.

 


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