Per resistere contro l’Autorità di bacino, che ha ingiunto alla nostra città il pagamento di una somma di 95mila euro, il Comune di Trani torna ad affidarsi al “suo” avvocato, Michele Capurso, «unico avvocato dipendente ed in servizio presso il Comune di Trani».
Così, testualmente, si legge nella determinazione firmata dal dirigente facente funzioni della seconda ripartizione, Giuseppe Ninni, nella quale si conferisce al legale dell’ente l’incarico di promuovere la resistenza in giudizio dal procedimento monitorio avviato dal presidente dell’Ato Bari 1, Nicola Giorgino, contro il Comune di Trani.
L’Autorità per la gestione dei rifiuti urbani, infatti, rappresentata e difesa dall’avvocato Rossella Chieffi, ha ingiunto al Comune di Trani che versi nelle casse della stessa Ato le quote consortili non pagate dal 2004 al 2009.
Trani, dal canto suo, ha sempre sostenuto di essere a sua volta creditrice dall’Ato di somme per servizi, erogati dalla discarica comunale, che non sarebbero stati pagati in maniera congrua.
In ogni caso, «ai fini di fare valere tutte le ragioni difensive a tutela degli interessi e diritti del Comune di Trani», il dirigente, sicuramente su input dell’amministrazione comunale, ha scelto la soluzione interna per la resistenza in giudizio del Comune di Trani.
La scelta sembra andare oltre il pur importante obiettivo di tutelare la città in economia, disponendo nel proprio organico di una figura professionale assunta proprio per quel compito. Infatti, in tale maniera, si profila un’inversione di rotta nella lunga e tormentata vicenda che aveva visto l’avvocato Capurso opporsi alle conciliazioni per la stabilizzazione di due dirigenti e, da quel momento, quantunque ufficialmente per altre motivazioni, incappare dapprima in un procedimento disciplinare e, poi, nel trasferimento all’Ufficio contenzioso della Polizia locale.
