Un potente boato ha scosso la notte a Trani: si è distintamente udito all’1.30, praticamente in tutta la città.
La deflagrazione ha sventrato il portone d'ingresso ed il citofono di uno stabile in corso Vittorio Emanuele, nei pressi di piazza della Repubblica e, per l'onda d'urto, ha provocato anche la rottura di alcune vetrine e finestre dello stesso isolato, nonché di quello dirimpettaio.
Fortunatamente, nessuno passava da lì in quel momento perché, se fosse successo, le conseguenze sarebbero state imprevedibili.
A quanto s'è appreso, l'ordigno sarebbe stato comandato a distanza: nella zona della deflagrazione, infatti, sono state ritrovate le carcasse di alcune batterie che dovrebbero avere alimentato un timer.
Molto accurati i rilievi dei militari dell’arma, coordinati direttamente sul posto dal capitano della Compagnia di Trani, Luca Golino, nell’attesa che l’intera vicenda diventi oggetto di un doveroso approfondimento da parte della locale Procura della Repubblica.
Peraltro, nello stabile dinanzi al cui portone è esploso l’ordigno abitano alcuni professionisti ed un consigliere comunale. Anche intorno a questi elementi i carabinieri stanno raccogliendo dichiarazioni, testimonianze, informazioni utili ad individuare un sia pur minimo movente qualora si debba propendere per l’ipotesi non della bravata, ma dell’avvertimento.
