«Il nostro auspicio è che quanto accaduto non sia in alcun modo riconducibile all’attività politica del consigliere Gagliardi. Se, invece, così fosse, sarebbe un atto molto grave perché, andando a memoria, eventi del genere a Trani non accadono ormai da vent’anni».
Queste le prime considerazioni di Carlo Laurora, segretario provinciale dell’Udc, nel corso della conferenza stampa che il suo partito ha tenuto a poche ore dall’esplosione di un ordigno, l'altra notte, dinanzi al portone dell’abitazione di Giuseppe Gagliardi, uno dei tre consiglieri comunali della formazione centrista.
All’incontro con i giornalisti Gagliardi non era presente, giacché ancora scosso dall’evento, ma vi era l’Udc di Trani, al gran completo, per manifestare solidarietà sia al suo rappresentante politico, sia alle altre stimate persone che vivono in quella palazzina su cui, incessanti, continuano a concentrarsi le indagini dei carabinieri della Compagnia di Trani.
Laurora, poi, ha proseguito così: «Dobbiamo tirare un grosso sospiro di sollievo per come sia andata, perché Trani, all’una e mezzo di notte, è una città ancora viva e, da lì, chiunque sarebbe potuto passare. Si tenga conto del fatto che sarebbe stato usato tritolo da cava, e, quindi, davvero avrebbe fatto molto male se da lì fosse passata gente. Cosa accadrà adesso? Nutriamo massima fiducia sull’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, ma intanto noi ci adopereremo perché i vertici del partito si impegnino a portare quanto prima in parlamento la questione, così da evitare che a Trani ritorni una strategia della tensione che renderebbe davvero insicura, sotto tutti gli aspetti, la città. Crediamo – ha concluso Laurora – che un tempestivo intervento delle istituzioni sulla vicenda, magari con l’auspicabile individuazione dei responsabili, possa evitare che il fenomeno degeneri».
