Nuovo stato di agitazione all’Amet, ma questa volta per problemi esclusivamente inerenti la darsena comunale. Infatti, mentre l’azienda si è detta disponibile a proseguire la gestione dello scalo marittimo per altri due mesi, fino al 30 novembre 2012, il Comune ha chiesto all’amministratore delegato, Ninni De Toma, «di non prorogare i contratti di lavoro di sei dipendenti a tempo determinato, i quali terminerebbero il loro rapporto di lavoro in concomitanza della scadenza (inizialmente prevista, ndr) del 30 settembre 2012».
È quanto si legge nel verbale redatto al termine di un incontro fra azienda e sindacati, nel quale si proclama, appunto, lo stato di agitazione. La vertenza lavorativa è partita ieri e durerà dieci giorni, al termine dei quali, qualora l’istituto della conciliazione non dovesse sortire gli effetti sperati, si passerebbe allo sciopero.
I segretari aziendali di Ugl, Cgil e Uil, in particolare, esprimono tutta la loro «preoccupazione in merito al mantenimento dei livelli occupazionali di tutto il personale interessato a tale servizio». Peraltro, sin dallo scorso 29 agosto avevano trasmesso una nota in tal senso al socio unico dell’Amet (il Comune di Trani) non ottenendo, secondo quanto dichiarano nella nota, «alcuna comunicazione».
