«Cosa ci aspettiamo adesso? Che gli organi cui ci siamo rivolti facciano ciascuno la propria parte, entrando nel merito delle censure da noi rilevate. Se così sarà, ci aspetteremmo provvedimenti tempestivi, a cominciare dalla Corte del conti, per la salvaguardia delle casse del Comune di Trani».
Queste, fra le altre, le dichiarazioni rese dai segretari politici e rappresentanti a vario titolo di Pd, Udc, Verdi, Sel, Fli, Idv e Dc nel corso della conferenza stampa tenutasi stamani nella sede provinciale del Pd, in via Aldo.
Nel corso dell’incontro, oltre ad illustrare diffusamente il documento presentato formalmente da nove dei dodici consiglieri di minoranza, di cui ieri abbiamo anticipato i contenuti, Operamolla e colleghi hanno posto in risalto la circostanza per cui, «se siamo arrivati a rivolgerci a Prefetto, ministeri e Corte dei conti, è perché non vi sono stati riscontri da parte dell’amministrazione comunale, con la quale avremmo avviato una collaborazione costruttiva nel supremo interesse della collettività».
La minoranza non ha sottoscritto il documento nella sua completezza? Mancano, infatti, le tre firme del gruppo consiliare “Uniti per Ferrante”. L’ex candidato sindaco, peraltro, su facebook ha lamentato di non essere stato consultato. «Ma lui ed i suoi colleghi consiglieri ancora non ci hanno detto quale posizione abbiano in merito - ha rilanciato a sua volta il tavolo dei firmatari – ce la facciano conoscere, così che, se coincidente con la nostra, non vi sarebbe alcuna difficoltà a proseguire quest’azione politica tutti insieme».
