Questa volta tenterò di essere serio! Non prometto di riuscirci ma ci proverò. Sono appena tornato da un viaggio di aggiornamento professionale e mi ritrovo in una città nella quale nonostante commercianti che truffano clienti, avvocati che falsificano risarcimenti, rapine a TIR e bombe intimidatorie la politica percorre ostinatamente la sua strada di sempre.
Nove consiglieri comunali hanno mandato alle autorità competenti un esposto-denuncia in merito a presunte irregolarità nella amministrazione finanziaria del Comune di Trani e ad una presunta cattiva gestione di aziende pubbliche che allo stesso fanno capo.
Si tratta di questioni da verificare, di situazioni alle quali si potrà dare e si darà, spero, una spiegazione logica e legale.
Le perplessità espresse da questo gruppo politico poliedrico nei colori (avrei potuto dire policromatico ma poliedrico rende di più….) sono sostanziali e sono la naturale conseguenza dell’attività istituzionale che gli compete.
Un consigliere comunale ha essenzialmente un compito di indirizzo e di controllo politico-amministrativo (art. 25 dello Statuto comunale) sugli atti della pubblica amministrazione e per aderire a questo mandato deve necessariamente “fare i conti della serva” nelle casse comunali.
Ben vengano allora esposti, denunce o interrogazioni su irregolarità o abusi: se lo sporco viene portato alla luce, piuttosto che nascosto sotto il tappeto, sarà possibile sanare gli errori e incamminarsi per la strada giusta.
E invece? Invece la prima obiezione che ho letto sfogliando le pagine web è che il gruppo UPF “non ha sottoscritto l'interrogazione sui conti pubblici perché nessuno ce l'ha sottoposta o tantomeno nessuno ci ha chiesto di firmarla» e che tanto lui lo sapeva perché queste irregolarità «non maturano in una settimana……perchè questi signori parlano solo oggi?», affermazioni che hanno come unica conseguenza una critica serrata alla coalizione di minoranza “…abbarbicata sugli stessi schieramenti visti in campo alle ultime amministrative” per cui è inutile “poi lamentarsi che i cittadini continuino a sostenere il centrodestra a prescindere”.
Sono rimasto allibito: nel merito del problema non è entrato nessuno; nessuno ha espresso dubbi o, di contro, ha alzato lo scudo in difesa del Sindaco e della Giunta!
La dose è stata rincarata: “Fabrizio Ferrante avrebbe inviato al Segretario generale del Comune una nota nella quale si invitava il massimo dirigente del Comune a revocare lo status di capogruppo della lista Tranimò allo stesso Operamolla, non essendoci alcun consigliere eletto in quella lista. Il Segretario generale, avrebbe (il condizionale è d'obbligo) dato ragione a Ferrante”
E che ci azzecca?
Non voglio fare il verso a Di Pietro ma non capisco che cosa c’entrino questioni formali o beghe personali nella analisi di irregolarità amministrative, a meno che non si voglia distogliere l’attenzione dal problema principale: la cattiva amministrazione del Comune di Trani; l’esposto era chiaramente rivolto alla maggioranza del centro-destra ma , stranamente, è il Consigliere Ferrante a prendere “cappello”.
Mah!
Ero tentato di chiudere così, con questo “mah” amletico ma non ho saputo resistere alla tentazione di andare oltre!
Io non ho nulla di personale contro il consigliere Ferrante, anzi non nego che qualche volta ha suscitato la mia simpatia.
Avrei voluto che la sinistra avesse vinto le elezioni a maggio e mi piacerebbe sinceramente che la stessa sinistra oggi si rafforzasse con la partecipazione del gruppo UPf alle iniziative di opposizione ma, in un momento in cui le cose vanno a rotoli, i problemi più importanti non possono essere la “fascia da capoclasse” ed un titolo di capogruppo!
Qualche settimana fa, mentre erano ancora accesi i riflettori sulla prematura ed improvvisa scomparsa di Roberto Visibelli ed era vivo il dolore di quanti a destra ed a sinistra lo hanno considerato un amico ed un mentore, abbiamo appreso dalla stampa che l’ex Ministro Raffaele Fitto innanzi ai vertici del suo Partito ha valutato l’ipotesi di candidatura del consigliere Fabrizio Ferrante a Presidente del Consiglio Comunale di Trani perché “La sua è una candidatura da non trascurare visto come sono andate le elezioni ed il suo determinante non allineamento alla coalizione di Operamolla».
Spero, ed in buona fede credo, che questo apporto determinante non sia stato “organizzato a tavolino” ed invito il Consigliere Ferrante a prendere una posizione definita in merito a questa affermazione e, di conseguenza, in merito alla sua collocazione politica chiarendo così tutti i dubbi sulla nomina del Presidente del Consiglio comunale.
Io da parte mia continuerò a considerare il Consigliere Operamolla il mio portavoce nell’ambito del Consiglio Comunale ed a riconoscergli, qualora ce ne fosse bisogno, il ruolo di mio capogruppo, sicuro di non discostarmi in questo dal pensiero degli altri consiglieri di centro-sinistra perche il mio imperativo nella vita è sempre stato apparire di meno e lavorare di più!
Mimmo Santorsola (capogruppo consiliare Sel Trani)
