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Nuova provincia federiciana? Andria sfida Barletta e Trani: «Il capoluogo solo qui da noi»

Si può far finta di nulla, si può non parlarne o parlarne sottovoce ma per fortuna il mondo è cambiato e grazie ad un sistema di informazione, almeno quello ancora non compromesso, la gente sa, conosce e riflette. Parlando del destino della Provincia di Barletta-Andria-Trani non si intende tornare sulle durissime parole del Ministro Filippo Patroni Griffi riportate dagli organi di stampa nazionali, anche se bisognerebbe perlomeno riflettere sul fatto che lo stesso Ministro non conoscesse, praticamente, né il percorso istitutivo e probabilmente neanche il fatto che potesse esistere in Italia una provincia con tre capoluoghi, in realtà un’assurdità strategica astuta quanto finalizzata, escogitata dai politici di allora e reiterata da quelli a seguire. Al di la di queste riflessioni alle quali ha già replicato il Presidente Ventola in una sua lunga e circostanziata nota, c’è un’altra cosa importantissima che il Ministro ha detto e che ha zittito tutti al punto che nessuno ha sino ad ora avuto il coraggio di accendere il computer o prendere in mano una penna ed abbozzare un seppur semplice comunicato stampa sulla vicenda; non lo hanno fatto neanche gli onnipotenti politici locali, a tutti i livelli, per non scoprirsi temendo di perdere quel consenso alla ricerca continua del quale hanno proteso tutta la loro esistenza terrena.

Ma cosa ha detto il Ministro di tanto spaventoso da far restare in pietoso silenzio anche le menti più ribelli e i notabili semprecritici? Il Ministro ha detto una cosa semplice e chiara: “... abbiamo stabilito nella legge che spetta alla città con più abitanti il ruolo di capoluogo. Mai più pasticci come la Bat. Niente più trattative tra campanili, niente più spartizioni con uffici sparsi in più comuni”.

Parole che tuonano come martellate anche sul punto più duro delle teste spesso fuori fase di chi ha fatto nel corso dei decenni lotte apparentemente di campanile ma che nascondevano ben altri e diversificati interessi derivanti proprio dalle penalizzazioni perpetrate ai danni della città di Andria che se prima d’oggi avrebbe dovuto essere riconosciuta quale legittima città capoluogo oggi lo diventerebbe di diritto della nuova Provincia Federciana tanto voluta e ambita dall’intera classe politica e dirigente di questo territorio al punto da difenderne le prerogative in tutte le sedi giudiziarie, a cominciare dal ricorso al Tar Lazio che sarà presentato a giorni.

Senza pregiudizio, senza remore ma anche senza esaltazioni che risulterebbero fuori luogo ed inopportune, se la strada da tracciare è questa che si vada avanti, nonostante la difficile sfida rispetto alle decisioni che sono già state assunte da parte del Governo e che vanno in ben altra direzione e, a nostro avviso, risulterebbero difficilmente modificabili, specie dopo che i nostri rappresentanti del Popolo in Parlamento hanno declinato le loro responsabilità e affidato anche questo tipo di scelte ad altri e quegli altri non sono certo degli sprovveduti consenso-dipendenti.

Savino Montaruli (Presidente Associazione “Io Ci Sono!” - Andria)


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