Tutto mi sarei aspettato dalla cretineria di certi concittadini, ma questo mai! Località la “Chianca”, oppure “Le Vasche”, situata dopo le “Matinelle” per chi va verso Bisceglie: un angolo di paradiso fino a due giorni fa.
Una mano criminale porta sul posto una tanica da trenta e più litri di olio esausto, riveniente da qualche motore agricolo o marino, e versa tutto il contenuto sulle bianche scogliere. La pendenza naturale delle chianche fa defluire il maleodorante olio fino al mare, ancora fino a ieri ricco di fauna.
Tale località è difficilmente raggiungibile: tutte le ville sovrastanti e circostanti ne precludono il libero accesso. Solo a piedi, dopo un percorso accidentato si arriva a questo piccolo paradiso.
Un boschetto di conifere fa ombra ai bagnanti, anche se a volte vi si aggirano giovanotti con armi da “war games” o archi da Robin Hood.
Qui troviamo una falesia di roccia interessante per i geologi e paleontologi per i reperti ivi presenti.
Inoltre, uno zampillare di “chiare e fresche acque” sorgive, a temperatura costante di venti gradi, (inverno ed estate) rende caratteristico il posto e attira anche il Dipartimento di geologia dell’Università di Bari, che vi effettua i suoi studi.
Ed ancora, una Madonnina col Bambino Gesù, scolpita nella roccia, rende anche religioso il sito, e tanto per la devozione della vecchia proprietà di una villa vicina.
Qui fanno il nido il falco pellegrino, i gruccioni, il martin pescatore, per dire dei volatili: il resto della fauna è degno di studio.
E infine: l’acqua del mare invita con la sua purezza a nuotate fantastiche!
Ma ora arriva il sacrilego che rende immondo tutto ciò. Non è giusto! Non so se pubblicando tutto ciò facciamo il gioco di questi perfidi figuri senza cuore. Insieme ad altri bagnanti soliti della Chianca, abbiamo segnalato tale sconcezza ai Vigili Urbani (non compete a loro, perché demanio pubblico), a Legambiente di Trani (sono accorsi quasi subito a fotografare), alla Capitaneria di porto di Trani: sono arrivati, ma non sono riusciti a parlarmi perché ero andato a casa a prendere la fotocamera. Domani vado a parlare direttamente con il capitano del porto.
Questa estate non è ancora finita e questa zona è stata interessata da molti a farne oggetto di denuncia. Il risultato è la progressiva chiusura dei pochi accessi pedonali da parte dell’autorità giudiziaria o comunale. Evidentemente, «cui prodest?»
Quattro pomodori coltivati con pervicacia da chi rivendica un esclusivo diritto (esteso al disopra e al disotto dei campi) alla proprietà, non devono portare a questo scempio.
Lettera firmata
