Occhi lucidi in una doppia sala gremita. Mai così tanta gente a “La Maria del porto”, ma era l’atto finale della libreria e non poteva che essere così.
Nella sala conferenze ed in quella attigua, dotata di un maxi schermo per favorire la fruizione dell’evento per chi non ha trovato posto, ci sono quasi tutti coloro che hanno concorso ai vent’anni di storia della libreria. E non ci riferiamo solo alle “personalità”, ma anche a tanti giovani dell’epoca i cui capelli, nel frattempo, sono diventati bianchi e/o si sono diradati: nessuno vuole mancare all’ultimo evento, ciascuno vuole portare in sé il sapore agrodolce della serata finale.
Rosanna Gaeta pare la meno emozionata di tutti: preferisce leggere lo stralcio di un pezzo che riguarda la crisi delle librerie indipendenti e lascia subito il microfono, per non tradire alcun sentimento.
Salvatore Nardò, l’assessore alla cultura, ricorda il tema degli ultimi “Dialoghi di Trani”, “Cambiamenti”: “Ebbene, vogliamo pensare che siamo in presenza di un cambiamento e non di una chiusura autentica”.
Poi sfodera una targa di riconoscenza verso la libreria, accompagnata da un biglietto del sindaco, Gigi Riserbato. Due gesti che riescono a scalfire in qualche modo la “maschera” di “Rosanna e Gianni”, che il primo cittadino accomuna nel pubblico ringraziamento per l’operato di vent’anni.
Antonella Gaeta presenta Gianrico Carofiglio, ospite della serata finale della libreria con “il silenzio dell’onda”, e fa fatica anche lei a mascherare l’emozione. Carofiglio, invece, sceglie di non dire nulla sulla chiusura: “Mi sento come quel primo giorno in cui venni qui, quindi bene”.
