Stemperate le emozioni per la serata finale della libreria, a «La Maria del porto», ieri, è diventato protagonista Gianrico Carofiglio con il suo nuovo romanzo, “Il silenzio dell’onda”, intorno al quale è montata la ben nota polemica con l’editore e scrittore, Vincenzo Ostuni: Carofiglio l’ha querelato per alcune affermazioni, rilasciate su facebook, da lui ritenute offensive.
L’occasione dell’incontro tranese è servita per chiarire la sua posizione: «Ho sempre ricevuto critiche molto dure sui miei lavori e le ho accettate perché riconosco il diritto di critica soprattutto nel campo letterario. In questo caso mi è sembrato che si sia andato oltre la critica legittima e si sia sconfinato in qualcosa d’altro. La mia azione è semplicemente quella di un cittadino che si ritiene offeso e deve difendersi: non voglio abusare del mio ruolo di magistrato e neanche ho mai pensato che questa storia sia stata costruita per tirare acqua al mulino del libro».
Ed ancora, sempre nel corso dela serata: «Il diritto di critica è una cosa seria e non va toccato. Ma non deve sconfinare nell’offesa. Io posso anche arrivare ad affermare che un film fa schifo, ma non posso dire che fa schifo l’autore. La rete amplifica l’offesa personale e diventa strumento di imbarbarimento del dibattito pubblico. Critica è distinguere argomentando, non dare testate sul naso. Sulla polemica che vi è stata consentitemi di non aggiungere altro. Una sola cosa, platealmente falsa, è stata detta: che sarei un narcisista perché mi avrebbero visto spostare un libro, durante una serata, per posizionare più in favore di un telecamera. Davvero falso. Critica - per Carofiglio - è affermare che le trasposizioni cinematografiche dei miei libri non sono state opere memorabili, perché non mi sembra abbiano colto lo spirito dei libri stessi».
