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"Cotto e mangiato", iniziativa di un'associazione di Trani: raccolta cibo avanzato dai ristoranti per famiglie indigenti

In un periodo in cui è di moda parlare di sprechi, fra tagli alla spesa e spending review, andrebbe posta forse maggiore attenzione a un fenomeno particolare, quello degli sprechi alimentari. Secondo uno studio della Commissione Europea dello scorso novembre, la produzione annuale di rifiuti alimentari nei 27 Stati membri è di circa 89 milioni di tonnellate, ossia 179 chilogrammi a persona. Tutto questo mentre 925 milioni di persone nel mondo sono a rischio di denutrizione, e con la prospettiva di un aumento da 7 a 9 miliardi della popolazione mondiale che richiederà un incremento minimo del 70% della produzione alimentare entro il 2050.

La mossa più logica, prima di produrre più cibo, sarebbe quella di sprecarne di meno, considerando anche che il problema delle eccedenze ha risvolti non solo etici, economici, sociali, nutrizionali ma pure sanitari e ambientali, dal momento che le enormi quantità di alimenti non consumati contribuiscono fortemente al riscaldamento globale e che i rifiuti alimentari producono metano, gas a effetto serra 21 volte più potente del biossido di carbonio.

Anche gli italiani hanno la loro parte di responsabilità. Nel Bel Paese, secondo la ricerca Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità, svolta dal Politecnico di Milano, la quantità di cibo ancora commestibile prodotto in eccedenza e poi sprecato è pari al 17 per cento del consumo annuo. Che fare? Soluzioni semplici non ce ne sono, anche perché non è tanto colpa dei consumatori quanto del sistema economico in cui viviamo: il 55% degli sprechi è opera dei produttori e dagli altri attori della filiera.

Nasce quindi il progetto OPERA SOLIDALE, di cui parleremo con maggiori dettagli in successive edizioni, che rappresenta un grande contenitore di merci alimentari e non-alimentari invendute e/o non commercializzabili ma ancora ottimali perché commestibili e/o utilizzabili. Questi prodotti vengono poi distribuiti agli enti caritatevoli convenzionati con Orizzonti affinché poi possano essere distribuiti ai bisognosi del territorio.

Nell’ambito del più ampio progetto Opera Solidale, da un’idea di Antonio Azzollini (uno dei soci fondatori di Orizzonti), si sta sviluppando un nuovo settore: “Cotto e Mangiato”. E’ un nuovo progetto la cui prima fase sperimentale nasce grazie alla collaborazione offerta dall'esercizio commerciale Cucina d'asporto “Il Cenacolo” di Di Lernia Giuseppe, nella persona della sig.ra Pasqua.

Il “Cotto e Mangiato”consiste nel raccogliere tutto l'invenduto del giorno prima proveniente dalle cucine della ristorazione, catering, mense scolastiche etc., mettendolo a disposizione, nelle prime ore del giorno successivo, a chi ne ha bisogno (trattasi quindi di cibo ancora di ottima qualità, ma non più commerciale per la vendita al pubblico). In queste prime due settimane l'associazione Orizzonti ha donato tutto il cibo raccolto alla parrocchia di Santa Chiara, che con la coordinazione di Don Alessandro Farano, ha confezionato circa 20 porzioni giornaliere, riuscendo così a soddisfare il fabbisogno di alcune tra le famiglie più bisognose dell’area parrocchiale.

Questa iniziativa sarà proposta ben presto a tutti gli enti caritatevoli religiosi e non che ne facciano specifica richiesta ad Orizzonti. La speranza dell'associazione, inoltre, è che questo progetto possa essere sposato da molti altri esercenti cittadini del settore ristorazione che vorranno collaborare al fianco di Orizzonti per poter essere vicini e a chi ne ha bisogno, estendendo l’attività solidale in modo sempre più energico e con risorse sempre maggiori .

Per collaborare al “Cotto e Mangiato” di OPERA SOLIDALE info@associazioneorizzonti.net o rivolgersi al numero 348/6621290

 

 

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