«Ci siamo costituiti parte civile nel procedimento penale contro Tributi Italia perché, qualora anche il Comune di Trani risulti parte lesa, ci venga riconosciuto il ristoro di quelle somme, che stimiamo in 60mila euro, e che non ci sarebbero state versate. Abbiamo già conferito il mandato legale all’uopo e, penso, questa è l’unica risposta concreta che potevamo dare sulla vicenda». Così il sindaco, Gigi Riserbato, in merito allo scandalo, recentemente emerso, della società di riscossione dei tributi.
Nel corso del’intervento del sindaco, si è appresa un’altra circostanza ufficiale: «Il prossimo 12 ottobre è stata convocata la Commissione di manutenzione degli uffici giudiziari. Sarà quello l’occasione per fare ufficialmente il punto su come superare la carenza di locali che, al momento, si registra in merito. Oltre la casa natale di Giovanni Bovio, dobbiamo attivarci per altre strutture in vista dell’arrivo a Trani degli operatori delle sedi giudiziarie periferiche».
Una terza data emersa nel dibattito, in questo caso trascorsa, è quella del 5 ottobre. Quel giorno, secondo quanto ha riferito l’assessore all’ambiente, Giuseppe De Simone, vi è stato un sopralluogo congiunto al depuratore, presenti anche rappresentanti della Procura della Repubblica, «per definire la scaletta degli interventi risolutivi e la relativa ripartizione dei costi. Per quanto ci riguarda – ha precisato De Simone – resta ferma una doppia necessità: la prima, risolvere i problemi dell’attuale depuratore; la seconda, prevederne la futura delocalizzazione».
