Anche questa volta non ci sarà alcuna elezione del presidente del consiglio comunale. Lo ha certificato il capogruppo del Pdl, Maurizio Musci, chiedendo ed ottenendo di posporre (con votazione di 20 favorevoli, 2 astenuti e 5 contrari) il relativo argomento iscritto all’ordine del giorno rispetto ai bilanci consuntivi che il programma dei lavori prevedeva soltanto dopo: «Dobbiamo ancora definire la migliore figura degna di ricoprire questo delicato incarico – ha motivato Musci -. Inoltre, crediamo sia un segno di responsabilità, da parte della maggioranza, quello di anteporre gli interessi urgenti della città a questioni importanti, certamente, ma non preminenti come i bilanci».
Un intervento che ha aperto un ampio dibattito nel quale, adesso, la minoranza sembra orientata ad adottare una doppia linea d’azione: attendere al varco la maggioranza al termine dei lavori, così che si elegga in ogni caso il presidente; valutare l’opportunità di impugnare queste scelte amministrative «che, regolamento alla mano – ha detto Ugo Operamolla – vanno oltre il profilo della legalità. Infatti, il presidente deve essere eletto perentoriamente alla prima seduta».
