Puntuali come un orologio svizzero, le donne alla ricerca di lavoro sono tornate a manifestare stamani dinanzi all’ingresso del palazzo di città, dopo avere fatto parlare di sé, per la prima volta, nella giornata di ieri. Oggi la loro permanenza può durare per l’intera giornata, giacché il giovedì gli uffici comunali sono aperti anche al pomeriggio.
La plateale manifestazione si lega alle sempre più pressanti scadenze cui le rispettive famiglie non riescono a fare fronte, dai fitti casa alle bollette, fra intimazioni di sfratto e distacchi delle utenze.
Insistono per parlare con un rappresentante dell’amministrazione comunale per chiedere al governo cittadino non sussidi generici, ma la possibilità di tornare in qualche modo nel tessuto lavorativo cittadino.
Nel frattempo, l’Ufficio di piano di zona è ancora nell’attesa di una risposta, dalla regione Puglia, in merito al bando e relative graduatorie sull’inclusione sociale per persone svantaggiate. Potrebbe essere questa un’importante valvola di sfogo, ma qui è il Comune di Trani, e segnatamente l’assessore ai servizi sociali, Rosa Uva, che sembra non trovare, a sua volta, un ideale interlocutore.
