Si profila lo sciopero ad oltranza dei dipendenti di Amet Spa in servizio presso la darsena comunale, la cui gestione da parte di piazza Plebiscito, come è noto, è prossima ad esaurirsi.
Infatti, secondo quanto si legge in una nota di Ugl, Cgil e Uil, nonostante l’impegno assunto dall’assessore alle finanze Michele d’Amore, in qualità di rappresentante del socio unico, ad incontrare in tempi brevi le organizzazioni sindacali per ricomporre la vertenza in atto, tale incontro ancora non si è verificato, «senza preoccuparsi minimamente – si legge nel documento dei rappresentanti dei lavoratori – delle condizioni economiche e psichiche che avvertono attualmente i lavoratori non riconfermati in servizio». I sindacati chiedono la convocazione dell’incontro entro cinque giorni, trascorsi i quali si passerà all’astensione dal lavoro.
Tutto questo proprio mentre il presidente di Amet, Ninni De Toma, ha diffuso una serie di dati che attestano il progressivo rientro dell’azienda da un forte indebitamento legato, soprattutto, ad operazioni pregresse come l’acquisto dell’immobile di via Montegrappa e la partecipazione al consorzio Pugliatech. Nel giro di due anni, gli impegni da assolvere con banche ed istituti sono scesi da 8 milioni e mezzo a 4 milioni, mentre il margine operativo lordo è cresciuto del 14 per cento, passando da 1 milione e 800mila euro a 3 milioni. Ed un milione è in arrivo dalla sentenza favorevole del Tar dle Lazio in merito alla vicenda del termovalorizzatore.
Complessivamente, Amet si preparerebbe a chiudere il 2012 con un saldo attivo di 154 mila euro, mentre due anni fa era sotto di oltre un milione. In prospettiva, al di là della distribuzione della corrente elettrica, sembra tenere bene il servizio dei parcheggi e si fa quel che si può con il trasporto pubblico locale. Male, invece, proprio quella darsena al centro della sempre più preoccupante vertenza sindacale.
